Lo scivolone di Sala a Milano: “usa” la sede dell’Expo per le riunioni politiche

Pessimo esordio elettorale di Giuseppe Sala nella corsa a sindaco di Milano. Una foto lo riprende mentre è impegnato in una riunione politica in una stanza della sede di Expo 2015. La foto è stata pubblicata da Il Giornale, che a sua volta l’ha presa dal profilo Facebook del consigliere comunale del Pd, Ruggero Gabbai. Immediate le polemiche. Il centrodestra ha chiesto chiarimenti a Sala sull’uso delle strutture della società, che è pubblica. Riccardo De Corato, ex vicesindaco e attuale capogruppo di Fdi in Regione Lombardia, nonché vicepresidente del Consiglio comunale, ha annunciato una doppia interrogazione, a Palazzo Marino e al Pirellone. «Sedi e sigla di Expo sono ostaggio di Sala, che non solo ha dato numeri parziali e incompleti sui biglietti e sui conti economici dell’Esposizione, ma che anche usa gli spazi di Expo per i suoi personali incontri politici».

Le polemiche travolgono Giuseppe Sala

«E se Giuseppe Sala si fosse candidato con il centrodestra sfruttando il ruolo di commissario Expo? Apriti cielo! Sai che bufera di polemiche…», il tweet di Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia. Davide Boni, segretario milanese della Lega, ha osservato che la «sinistra più di una volta si è lanciata in vere e proprie crociate, sempre condotte a senso unico, sul tema del conflitto di interessi». Secondo Corrado Passera, candidato sindaco per Italia Unica, si è trattato di un «comportamento censurabile, che sta falsando la campagna elettorale», poiché Gabbai «è il presidente di quella stessa Commissione che il 25 gennaio dovrà chiedere a Sala di fare finalmente chiarezza su come davvero è andato Expo e di come sono state gestite le risorse pubbliche utilizzate per l’esposizione universale».

Il Pd ha cercato inutilmente di metterci una pezza, con una scusa risibile: era un «incontro informale di conoscenza» da parte della Comunità ebraica con Giuseppe Sala, ha affermato lo stesso Gabbai. «Il dottor Sala non poteva lasciare la sede di via Rovello essendo ancora amministratore delegato della società Expo ed è stato il gruppo della Comunità ebraica a fargli visita per un incontro informale di conoscenza».