Roma Termini, dopo l’allarme 4 considerazioni per evitare figuracce

Quella di Roma Termini, imponente, lo è stata davvero. Una imponente figuraccia. Centinaia di uomini delle forze dell’ordine sguinzagliati per ore, in assetto di guerra. Varchi, passaggi, metro chiusi e riaperti. Scene di paura e di panico. Perquisizioni e posti di blocco. Armi spianate. Ma per oltre 10 ore, del posssibile pericolo, nessuna notizia. Neppure l’ombra. L’imponente caccia all’uomo che s’aggirava tra i binari della stazione di Roma Termini con un fucile tra le mani, ha dato zero risultati. La più grande stazione ferroviaria d’Italia cinta d’assedio. Urla ed evacuazioni. Alla ricerca di quell’individuo ripreso pure dalle telecamere di sorveglianza che, con tanto di berrettino chiaro e giecchetta azzurrina se ne andava in giro con qualcosa che somigliava vagamente ad un kalashnikov. Telecamere, edizioni speciali, panico regalato a piene mani da telegiornali e radio e internet: tutto per nulla. Zero carbonella. Il potenziale pericolo s’era dileguato. Sembrava evaporato. Come poi abbiamo saputo, l’uomo – che aveva acquistato un fucile giocattolo per portarlo al figlio – era salito sul treno regionale per Anagni, passando dai controlli biglietto della stazione. Perciò, ricapitoliamo: da ieri sera si hanno alcune certezze. Prima certezza: se scatta un allarme, vero o presunto, su un obiettivo sensibile le forze di polizia si mobilitano con rapidità. E questa è cosa buona e giusta. Seconda certezza: un criminale, o un matto o un incosciente se ne può andare in giro per la Capitale, prendere la metro, vagare per Roma Termini, salire su un treno regionale senza essere mai fermato, bloccato. E questo è male, molto male. Terza certezza: in qualsiasi altra capitale europea (tranne forse che in Belgio) il tizio in questione avrebbe vissuto un brutto quarto d’ora. Per cui, bisogna sapere come e dove cercare. E questo dipende dal coordinamento. Altrimenti la figuraccia è certa. Quarta certezza: la vena del battutismo italico non è venuta meno neppure in quest’occasione. Segnaliamo fra i tanti quanto scritto da un internauta: “Tranquilli, quello vestito di azzurro non è un terrorista: è Angelino Alfano che vuol testare l’efficenza delle forze dell’ordine!”. Sperando che l’ironia tenga lontane le tragedie.