Renzi smentito dalla Sovrintendenza: «È stato lui a far coprire le statue»

No, non è possibile. Dopo la figuraccia stratosferica e planetaria che abbiamo fatto inscatolando quattro statue del museo Capitolino in segno di riguardo (sic!) del presidente iraniano Rouhani, ci pensa Franceschini a mettere la ciliegina sulla torta della imbecillità italiota. Proprio Lui, il ministro della Cultura, ossia colui cui spetta il compito di difendere e valorizzare l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese, se ne esce con una autodifesa che rasenta i ridicolo. Parlando con i giornalisti al termine della visita di Rouhani al Colosseo, ha definito “incomprensibile” la decisione di coprire le statue e ha detto che né lui né Renzi ne erano al corrente. Falso. La Sovrintendenza smentisce: “La misura non è stata decisa da noi, è stata una organizzazione di Palazzo Chigi non nostra”. Ed ora come la mettiamo ? E dire che c’era stato un precedente. A Firenze, durante la visita dello sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, ospite del premier Matteo Renzi, era stata coperta una scultura di Jeff Koons: il calco di un nudo del periodo greco-romano sul quale l’artista era intervenuto con una sfera azzurra e uno specchio. Tutto per un falso inteso senso di pudicizia e di rispetto nei confronti della fede islamica dell’illustre ospite. Anche in quella circostanza ci furono polemiche. A  poco più di tre mesi, il fatto si ripete in proporzioni maggiori. Con tanto di scusanti risibili e mendaci dei nostri governanti. Ma come ? La visita di Ruohani era stata preparata da tempo in ogni dettaglio per ricevere  una nutritissima schiera di accompagnatori, tra ministri, manager e dirigenti di società pubbliche, con cui sottoscrivere contratti opulenti per le aziende dei due Paesi, tutto studiato nei minimi dettagli, percorsi, pranzi, cene, visite particolari, scambi di doni, per santificare l’evento e rendere onore al presidente iraniano, che pure si porta dietro una scia di orrore, di morti ammazzati, di violenze inaudite e di odio antisemita nel nome di Allah, e, guarda un po’, i nostri governanti trascurano un “dettaglio” del genere ? Di fronte al ridicolo cui ci siamo esposti, statene certi, ora cercheranno di intrappolare qualche poverocristo del cerimoniale, qualche dirigente fin troppo zelante e remissivo. La colpa sarà solo e soltanto sua. Il bello è che Rouhani e il suo staff hanno fatto sapere di non aver avanzato nessuna richiesta di coprire le statue. Zelanti e ridicoli, dunque. Specchio di un modo di pensare da servi compiacenti. Di un’indole priva di dignità. Che riflette – ecco il punto che non assolve né Renzi né Franceschini – il modo di essere di chi sta in alto, al vertice di questo nostro sfortunato Paese.