Renzi mette in liquidazione il Pd. Al suo posto arrivano i “Democratici”

Addio all’esecrato Partito della Nazione ma addio anche all’attuale Partito Democratico con tanto di benvenuto alla nuova creatura renziana che – stando a quel ha anticipato in esclusiva il sito affaritaliani.it  che ne ha pubblicato anche il logo – si chiamerà semplicemente Democratici (senza la I). L’appuntamento con il nuovo soggetto è posticipato alla celebrazione del referendum sulle riforme costituzionali del prossimo ottobre. Renzi è arciconvinto di superarlo in scioltezza (ha anche promesso di ritirarsi a vita privata ove mai lo perdesse) e si accinge perciò a celebrare la vittoria con gli effetti speciali del nuovo nome e del nuovo simbolo. Elettori, ovviamente permettendo. Ma il restyling è anche l’indizio di una fine della legislatura anticipata al 2017, anno di probabili elezioni anticipate cui Renzi pensa appunto di presentarsi con la nuova formazione politica.

La parola “partito” è percepita troppo negativamente

Secondo  affaritaliani.it, l’idea di abbandonare l’idea del Partito della Nazione, Renzi l’avrebbe maturate durante l’estate. È evidente che a creare maggiori problemi estetici al premier era proprio la parola “Partito”. Troppo vecchia e troppo carica di significati percepiti come negativi dall’opinione pubblica. Il solo toglierla aggiunge un soffio di freschezza. È stata proprio questa considerazione a convincere Renzi che è sufficiente la sola denominazione Democratici a dare l’idea di un soggetto politico moderno, del tutto nuovo rispetto ai modelli passati.

Renzi presenterà il nuovo logo dopo il referendum di ottobre

Secondo alcuni fonti del Largo del Nazareno sentite da affaritaliani.it, la trasformazione del Pd in Democratici è solo l’ultima tappa  di un’operazione  avviata più di un quarto di secolo fa da Achille Occhetto con la cosiddetta “svolta della Bolognina“. In quel contesto, furono soprattutto i calcinacci del Muro di Berlino, simbolo delle macerie  dell’utopia comunista, a “consigliare” ai dirigenti dell’allora Pci di mettere a punto un’operazione di restyling che si concretizzò nel rimpicciolimento della vecchia falce e martello e nella trasformazione del Pci in Pds. Quella di autunno sarebbe appunto la terza fase, tutta internet e circoli on line al posto delle vecchie sedi i cui costi sono diventati ormai proibitivi. Se il premio alla lista prevista dall’attuale versione dell’Italicum non subirà ulteriori modifiche, è molto probabile che i Democratici diventerà la nuova arca di Noè dove Renzi imbarcherà tutti i suoi satelliti: da Area Popolare a Scelta Civica, all’Ala di Denis Verdini e – udite, udite! – forse anche l’Italia dei Valori. E i Bersani, i Cuperlo e le Rosy Bindi? A bordo pure loro, se accetteranno. Altrimenti la porta è aperta. Democratici mica per niente.