Renzi solo contro Bruxelles e le banche italiane vanno sotto attacco

Piazza Affari ieri ha recuperato l’1%, ma il rialzo è stato inferiore a quello delle altre piazze europee perché il settore bancario è stato nuovamente colpito dalle vendite. Monte dei Paschi ha aggiornato i minimi storici cedendo il 14,37% a 0,65 euro, dopo una raffica di sospensioni. Malissimo pure Carige (-11%) e gli altri istituti ai quali la Bce ha chiesto ampia informativa sulla gestione delle sofferenze tra i quali Banco (-6%) e Unicredit (-3%). Chi è stato risparmiato da Francoforte ha chiuso in rialzo come Mediobanca (+2%), Intesa e Mediolanum (+1%), Non sono servite a nulla le nuove precisazioni della Consob e della Bce sul fatto che i controlli da parte del Comitato di supervisione (che vigila sulle grandi banche europee) siano normale routine.

Banche italiane sotto attacco speculativo: boom di vendite

Non è servito a nulla nemmeno la pubblicazione del bando di vendita delle quattro good bank salvate, cioè le «nuove» Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti. Al mercato interessa poco sapere che le offerte per gli istituti tirati a lucido grazie al coinvolgimento degli obbligazionisti subordinati si debbano presentare entro lunedì prossimo 25 ottobre. Al mercato interessa sapere, soprattutto, che non si ripetano nuovi casi e che il sistema italiano del credito non venga messo in ginocchio a causa dell’intransigenza di Bruxelles, si legge su “Il Giornale”.

Italia come la Grecia: guerra Renzi-Bruxelles come nel 2011?

«Il ritardo nell’intervento potrebbe causare un nuovo caso-Grecia, abbandonata a se stessa quando il suo salvataggio sarebbe costato poche decine di miliardi di euro», spiega un importante banchiere aggiungendo che «il primo grande errore di Renzi è stato chiamare il decreto “saIva-banche” e non “salva-risparmiatori” generando una crisi di fiducia che ha causato un calo della raccolta». Il collocamento di obbligazioni bancarie nel 2015 è, infatti, diminuito del 13 per cento. L’effetto-panico, osserva l’addetto ai lavori, sarebbe già riscontrabile perché «la gente ha smesso di consumare» e questo potrebbe tradursi in una drammatica recessione, visto il contesto intemazionale. Non è un caso che lo shock delle due crisi del 2001 e del 2008 a oggi non sia stato riassorbito in termini di Pil, mentre le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale furono recuperate in meno di cinque anni. Il secondo errore del premier, appunto, consisterebbe nell’esser stato «inefficace nel trattare con l’Ue: pensava bastasse una lettera per salvare i quattro istituti e creare una bad bank». La mancanza di un «interlocutore» a Bruxelles, quella lamentata dal presidente della Commissione Juncker, ha prodotto un riget to totale delle proposte italiane.