Rai, via al toto-nomine tra caos e scivoloni. Nuove lottizzazioni in vista

Dal caos di Capodanno alle nomine, non si placa la polemica sulla Rai. A Viale Mazzini si lavora all’istruttoria sugli scivoloni di Capodanno – il countdown anticipato e l’sms-bestemmia andato in onda in diretta – le cui prime conclusioni dovrebbero arrivare sul tavolo del cda il 13 gennaio. Ma gli occhi sono puntati su febbraio, quando potrebbero arrivare i primi cambiamenti ai vertici. La road map del direttore generale dovrebbe partire proprio dalle reti. Come anticipato da Repubblica, in un colpo solo cambieranno il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, di Radue Angelo Teodoli e di Raitre Andrea Vianello.

Rai, via al toto-nomine

Per la successione a Raiuno il toto-nomine punta su Eleonora Andreatta (ammesso che accetti di lasciare Rai Fiction), mentre sarebbero in discesa le quotazioni di Simona Ercolani. Circola anche l’ipotesi Angelo Teodoli (che libererebbe la poltrona di Raidue), si fa il nome di Fabrizio Salini che però è appena arrivato a La7. Per Raitre in pole position ci sarebbe sempre Andrea Salerno. Alla fine deciderà però Campo Dall’Orto. La partita delle reti è cruciale: in ballo c’è la messa a punto dei nuovi palinsesti, ma anche la gestione delle amministrative di primavera. Solo in una seconda fase si aprirebbe il capitolo testate. Intanto il 7 gennaio si insedia Carlo Verdelli, scelto da Campo Dall’Orto come direttore editoriale dell’informazione.

Lo stop and go dei grillini

Una patata bollente per il numero uno della Vigilanza Rai, il grillino Roberto Fico,   che ha avvertito che sulle nomine Rai «tutto sta a Campo Dall’Orto. È lui che deve decidere che tipo di amministratore essere: un manager di alto profilo, nel segno dell’indipendenza, oppure pronto a dare ascolto alla politica, al governo e a Renzi. Ce ne accorgeremo alla prima nomina e agiremo di conseguenza. Se sceglierà la seconda strada, sarà combattuto dalle forze che chiedono il cambiamento». Fico non perde occasione per attaccare il premier secondo il copione dei Cinquestelle, salvo poi offrirgli in aula la ciambella di salvataggio.

No alle lottizzazioni di basso livello

«Non vorremmo – ha attaccato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri – che le recenti polemiche venissero usate come pretesto per una lottizzazione di basso livello. È vero che la Rai è sopravvissuta a tutto, perfino alla stagione dei professori che nulla sapevano del prodotto o delle nomine di personaggi di ogni tipo. Si arrivò al punto da dare un incarico anche ad Aldo Grasso, che durò pochissimo tempo. Ma c’è un limite a tutto. Dobbiamo difendere il ruolo della Rai che deve rimanere la prima azienda culturale del Paese e per questo deve essere messa nelle mani di persone competenti». Un argomento, ha annunciato Gasparri, che sarà affrontato «il 26 gennaio nella Sala Zuccari al Senato nel convegno Microfoni aperti».