Putin: «Per me la cosa più importante è far vivere bene il mio popolo»

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In fila indiana sono tutti lì, la Merkel, Sarkozy, Hollande. Come birilli. E Vladimir Putin decide di sferrare un altro colpo come al bowling, centrando l’ennesimo strike. Tutti giù. Perché lui, il leader del Cremlino, non si fa certo condizionare dalla politica “lacrime e sangue” imposta da un’Europa sempre più lontana e sempre più vuota. Dice ad alta voce che le priorità della Russia sono altre: l’obiettivo è salvaguardare il popolo, non togliergli l’ossigeno. «La cosa più importante in questo momento di crisi», ha detto infatti Putin, «dev’essere quella di garantire decenti standard di vita alle persone». Parole che sono una bella botta per i burocrati della Ue.

Putin parla di nuovo di Lenin

Putin torna a criticare Lenin. Intervenendo a un forum a Stavropol, il leader del Cremlino ha accusato il padre della rivoluzione d’ottobre di aver piazzato «una bomba a orologeria sotto l’edificio dello Stato» delineando i confini delle repubbliche dell’Urss «in maniera assolutamente arbitraria» senza tener conto dei gruppi etnici. Putin ha inoltre denunciato le brutali repressioni perpetrate dal governo bolscevico, compresa l’uccisione dell’ultimo zar Nicola II e dei suoi familiari.

Importante la lotta alla corruzione

La Russia deve migliorare le misure per combattere la corruzione, ha detto ancora Putin affermando che dei 15,5 miliardi di rubli (circa 200 milioni di dollari) che dovevano essere sequestrati lo scorso anno per casi di corruzione ne sono stati recuperati solo 588 milioni (7,4 milioni di dollari). Secondo Putin, inoltre, sono più di 8.800 le persone condannate per corruzione in Russia solo nei primi nove mesi del 2015.