Putin corrotto? Il Cremlino all’attacco contro «la calunnia americana»

«Una calunnia assolutamente infondata, che getta un’ombra» su chi l’ha lanciata. Così il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, risponde alle accuse di corruzione mosse a Vladimir Putin da un ex agente dei servizi di sicurezza di Mosca, ora sottosegretario al ministero delle Finanze americano, Adam Szubin, nel corso di un’intervista alla Bbc.

Il Cremlino: «Calunnie che gettano un’ombra su chi le lancia»

«Muovere accuse simili per un ente come il ministero delle Finanze Usa senza sostenerle con delle prove concrete getta un’ombra sull’ente stesso», ha dichiarato Peskov, parlando delle accuse come di «un’invenzione pura». «Siamo abituati a queste montature giornalistiche che sono legate o all’incompetenza o alla volontà di sorprendere», ha proseguito il portavoce del Cremlino, assicurando «il presidente non possiede uno yacht». Un riferimento a quanto sostenuto da alcune fonti ostili a Putin, fatte intervenire dalla Bbc all’interno del programma di approfondimento Panorama. In particolare, l’ex manager di Stato in disgrazia, Dmitri Skarga, ha sostenuto che il miliardario Roman Abramovic avrebbe trasferito sotto banco al presidente la proprietà di uno yacht, l’Olympia, da 35 milioni di dollari.

Le accuse dell’ex agente russo ora al lavoro per gli Usa

Meno dirette, ma non per questo meno pesanti, le accuse di Szubin, che attualmente per il governo Usa sovrintende al dossier delle sanzioni, fra le quali anche quelle imposte alla Russia. «Noi abbiamo visto come si siano arricchiti i suoi amici, i suoi alleati più stretti, e come siano stati marginalizzati coloro che egli non vede come amici », ha detto l’ex agente russo, sostenendo che «che si tratti delle ricchezze energetiche della Russia, o di altri contratti statali, egli le indirizza verso coloro che crede servano ai suoi fini ed esclude coloro che non servono. Per me questo è un quadro di corruzione».