Ai profughi lezioni di sci gratis. È rivolta sul web: «È ora di finirla»

Per chi ancora si chiedesse fin dove può spingersi il buonismo politically correct, rigorosamente selettivo e di matrice infaticabilmente dem, abbiamo la risposta: in alta montagna, precisamentenella Val d’Isarco, in Alto Adige, dove una scuola di sci locale ha pensato bene di regalare alcune ore di corso a otto profughi africani ospitati in Regione. Una scelta che, è proprio il caso di dirlo, ha scatenato una valanga di polemiche, soprattutto sul web.

Lezioni di sci ai profughi africani: le proteste intasano il web

A dare il via alle discussioni è stata l’iniziativa della Scuola di sci di colle Isarco – un paesino di montagna poco distante da Bolzano – che ha pubblicato su Facebook la fotografia degli immigrati africani in tuta da sci, mentre si divertono sulle piste, con tanto di selfie e didascalia Refugees ski lesson. E al danno polemico seguito alla diffusione dell’immagine – che ha suscitato non poca indignazione tra gli internauti e non solo – è seguita anche la beffa dell’interrogativo che non poteva non accompagnare il post: ma chi paga le lezioni di sci, la Provincia col denaro pubblico, o la generosa scuola sportiva? Domande che insinuano il dubbio della discriminazione al contrario – quella esercitata sui cittadini italiani per intenderci – e che alimentano il malcontento ormai a livelli massimi sull’ospitalità riservata – nel bene e nel male – ai profughi. Spunti polemici, quelli postati in Rete contro l’iniziativa umanitaria d’alto bordo, a cui si sono aggiunti gli interventi a sfondo sociale della Lega Nord, il cui responsabile di vallata, Massimo Bessone, ha invitato i promotori a riservare le loro iniziative caritatevoli, per esempio, alla popolazione del posto, magari «ospitando e fornendo il materiale per ogni sabato, da qui a fine stagione, a tutti i bambini bisognosi presenti in provincia».

Le giustificazioni della scuola di sci

E non solo: in merito alla vicenda si è espresso in maniera critica e risentita, tra gli altri, anche il Consigliere comunale a Bolzano di CasaPound, Andrea Bonazza che, commentando su Facebook post e selfie messi già all’indice dal popolo del web, ha ricordato il lungo elenco dei doveri fiscali degli italiani, spesso impossibilitati a concedersi delle vacanze. Vacanze che, però, a loro nessuno regala… «Lavoro, sacrifici, tasse imu, bollette – scrive il consigliere comunale – canone Rai, interminabili attese per una casa popolare, vacanze col binocolo»… E giù, tra commenti e domande, con i post risentiti di chi, tra le righe di questa ospitalità d’alto lignaggio, ha intravisto come minimo una caduta di stile: uno schiaffo morale piazzato in faccia a tutti quegli italiani che da tempo non arrivano a fine mese con lo stipendio, figuriamoci se riescono a concedersi il vezzo della settimana bianca, con tanto di lezioni private in pista. La polemica sul web insomma infuria e continua a furoreggiare, montando di ora in ora, tanto da indurre i promotori a una doverosa giustificazione a riguardo. Giustificazione che ha previsto, in calce, anche la spiegazione – con tanto di scuse – di uno dei maestri di sci della scuola, Bruno Brandelli, che si è visto costretto a specificare come la decisione presa non intendesse avere alcun tipo di rivendicazione sociale o messaggio politico particolare, trattandosi soltanto di un’idea dettata dal voler realizzare una buona azione. Uno slalom dialettico che non ha convinto i detrattori dell’iniziativa.