Primarie, contro Giachetti scende in campo Marino. Ma non è Ignazio

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Roberto Giachetti forse dovrà vedersela con Marino nella corsa alla candidatura dem per il Campidoglio. Ma non è Ignazio. L’ex sindaco infatti ha rinunciato al bis e dalle colonne di Repubblica ha escluso di scendere in pista alle primarie del Pd (che finora contemplano un solo candidato ufficiale, l’ex radicale Giachetti, oggi vicepresidente della Camera). Al suo posto un Marino al femminile: Estella, mariniana doc, ex assessore all’Ambiente della giunta del sindaco-chirurgo. La Marino, quarant’anni, un master in Economia e gestione ambientale, è stata la consigliera comunale più votata tra i democratici con quasi diecimila voti.

Estella Marino si candida

Possibile competitor di Giachetti, che fa il galantuomo e le riserva un cordialissimo “benvenuto” nell’arena, Estella Marino è la persona giusta per assicurare all’ex sindaco di mantenere un piede nella politica romana. L’omonima di Marino è  l’espressione della minoranza dem che non si riconosce nella candidatura di Giachetti e che non ha alternative credibili. Dopo aver ipotizzato di far saltare il giocattolo delle primarie, gli scontenti del Nazareno, allevati da Cuperlo e D’Alema, potrebbero lanciare la candidatura dell’ex assessoressa: donna, compente, regina di preferenze anche se i maligni sostengono che la metà dei voti  le sono arrivati per il cognome e non per il talento.

Giachetti: è la benvenuta

Alla notizia della possibile scesa in campo della Marino, Giachetti rilascia dichiarazioni felpate e ispirate alla partecipazione democratica. «Io penso che tutti coloro che hanno interesse alle primarie fanno benissimo, perché insieme concorriamo al rafforzamento di una procedura democratica. Penso faccia bene al partito e alla politica. Spero di no, ma se perderò le primarie poi appoggerò chi vince». Polemico con i disturbatori, aggiunge: se il grande risultato dell’unione tra Fassina e Marino sarà quello di tentare di far saltare la possibilità che il centrosinistra riprenda il governo della città, auguri a loro. Io vado per un’altra strada».