Parigi, “finto” kamikaze ucciso dagli agenti davanti al commissariato

Nel giorno in cui la Francia rendeva omaggio alle vittime della strage del 7 gennaio dello scorso anno, si è verificato un nuovo attacco davanti a un commissariato del diciottesimo arrondissement di Parigi, non lontano dalla basilica del Sacro Cuore. Un uomo sui trent’anni ha tentato di entrare ed è stato abbattuto dagli agenti. Per alcune ore dalla notizia (intorno alle 13) si sono rincorse le voci più diverse mentre gli agenti di polizia presidiavano il commissariato ed erano impegnati nell’analisi del tipo di esplosivo.

Finto kamikaze ucciso dagli agenti

In un primo tempo è stato detto che l’uomo era in possesso di un coltello, poi  (così ha riferito France Info)  è stato specificato che l’uomo aveva una cintura esplosiva, particolare che ha immediatamente fatto parlare di kamikaze proprio nel primo anniversario dell’attentato a Charlie Hebdo. In seguito, però, la cintura si è rivelata falsa. Il ministero dell’Interno ha riferito che l’uomo cui gli agenti hanno sparato uccidendolo ha gridato durante l’azione “Allah è grande”. Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve si è recato immediatamente sul posto.

Anche un ferito

Nell’azione a Parigi,  in cui è stato ucciso dalla polizia un uomo con una finta cintura esplosiva, un uomo sarebbe rimasto ferito. Lo dicono diversi testimoni, fra i quali una donna, Charlotte, che ha riferito di aver visto un uomo raggiunto dai proiettili della polizia a un piede. Ancora ignote le generalità del finto kamikaze, in assenza di documenti di identità sul corpo dell’uomo ucciso davanti al commissariato, gli inquirenti stanno esaminando il telefono cellulare che gli è stato trovato nelle tasche. Al momento l’uomo ucciso, dell’apparente età di 30 anni, non è stato identificato. Non sarebbe stata una falsa cintura esplosiva a spingere i poliziotti a fare fuoco sull’uomo ma «una pochette dalla quale spuntavano fili elettrici».