Parigi, giustizia lenta? Il mandante di Charlie Hebdo condannato per reati precedenti

Il super-ricercato francese Salim Benghalem, uno dei dieci uomini più pericolosi dell’Isis secondo le autorità Usa sospettato di essere uno dei mandanti dell’attacco a Charlie Hebdo, è stato condannato in contumacia dal tribunale di Parigi a 15 anni di reclusione per il suo ruolo di reclutatore di combattenti verso Siria e Iraq. Ma attenzione: non è stato condannato per gli attacchi a Charlie Hebdo: la condanna, ha infatti precisato il giudice, riguarda fatti precedenti all’attacco di un anno fa, e non può per questo tenere conto di “elementi successivi” che lo legano ad altre vicende di terrorismo.

A Parigi Benghalem condannato a 15 anni

Benghalem, 35 anni, è oggetto di un mandato di cattura internazionale e dal 2013 si troverebbe in Siria, dove sarebbe stato uno dei due carcerieri dei quattro giornalisti francesi sequestrati nel 2014. Il suo nome è comparso nell’inchiesta sull’attacco a Charlie Hebdo per i suoi contatti con entrambi i fratelli Kouachi, che avrebbe in particolare aiutato a raggiungere un campo di addestramento di Al Qaida in Yemen nel luglio del 2011. Nel febbraio scorso, in un video diffuso dall’Isis, l’uomo si era rallegrato per il massacro nella sede del giornale satirico e aveva invitato le “cellule dormienti” in Francia a prendere le armi. Insieme a Benghalem sono stati condannati altri sei membri della filiera di reclutamento, tutti presenti in aula, di cui cinque francesi e uno straniero. Le pene pronunciate vanno dai 6 ai 9 anni di reclusione.