Padre e figlio picchiati con una barra da 40 chili: i rapinatori erano romeni

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Finalmente si fa luce. Quattro rapinatori romeni sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti responsabili del “colpo” messo a segno con estrema violenza a Cividate al Piano (Bergamo), all’interno della ditta “Bm Costruzioni Meccaniche Srl”, i cui titolari Giovanni e Adriano Balestra, padre e figlio, vennero gravemente feriti. I quattro romeni sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, di tentato omicidio, lesioni gravissime e rapina. I malviventi erano stati arrestati il 28 dicembre scorso in Romania.

Come si scatenò la violenza dei rapinatori romeni

Mentre i rapinatori romeni tentavano di concludere il furto, furono sorpresi da uno dei proprietari Giovanni Balestra, che insieme al figlio Adriano stava ancora lavorando all’interno della fabbrica. Ad accorgersi della presenza dei malviventi, tre in tutto a volto scoperto e con accento dell’Est, fu il padre, che era uscito sul piazzale. Subito si scatenò una violenta collutazione e l’uomo fu colpito al capo con una barra di ferro da quaranta chili. Poi arrivò anche il figlio, attirato dalle urla del padre, che prima fu quasi investito dai ladri e poi colpito con la stessa barra che gli procurò la frattura di un braccio, usato per ripararsi, e del setto nasale. Subito dopo l’aggressione i ladri fuggirono a bordo di un furgoncino dell’azienda mentre sul posto arrivavano i primi soccorsi: Il padre, che ebbe la peggio, fu trasportato in coma all’ospedale Niguarda di Milano.