A ottobre la spallata al governo? Ecco i numeri che spaventano Renzi

La spallata al governo Renzi è possibile. Lo confermano i numeri e i sondaggi. L’ultimo in ordine di tempo, realizzato da Youtrend per Il Fatto quotidiano, fornisce il quadro di una partita apertissima. Il punto di partenza è rappresentato dal referendum sul ddl Boschi che verrà calendarizzato in autunno (probabilmente domenica 2 ottobre). I dati Ipr danno come lontanissimo il quorum per l’approvazione del referendum governativo. Appena il 23 per cento degli italiani è intenzionata a votare sì alla riforma costituzionale firmata dalla coppia Renzi-Boschi. Un no secco è giù stato annunciato dal 17 per cento nelle intenzioni di voto, mentre ben il 60 per cento degli elettori ancora non ha deciso. Quello che appare inevitabile è che il voto dell’autunno 2016 diventi un referendum sulla figura del presidente del Consiglio. Insomma, votare no alla riforma costituzionale diventerà un implicito no alle politiche di Renzi. Una maniera indiretta, per le opposizioni, per mandare a casa il presidente del Consiglio e il suo governo.

Renzi: “Se perdo il referendum lascio, anzi no”

Non a caso, lo stesso premier, che era partito lancia in resta in difesa del referendum, (“Se perdo il referendum lascio”), cerca di aggiustare il tiro: «Premesso che decide il presidente della Repubblica, l’intendimento del governo è arrivare a fine legislatura perché l’idea che si rispettino le scadenze naturali è un principio di buon senso», precisa Renzi, a Rep.tv. Ma dal centrodestra colgono la palla al balzo. «Matteo Renzi dice: “Se perdo il referendum costituzionale smetto di fare politica”. Un’occasione da non perdere!». Lo scrive su Twitter Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera dei deputati. «Renzi dice che quello sulle riforme sarà un referendum su di lui e che se perde va via, un modo per votare un presidente del Consiglio che nessuno ha mai votato. Io do appuntamento a 60 milioni di italiani ad ottobre, così lo mandiamo a casa». A dar man forte alla tesi di Forza Italia, il leader della Lega Nord Matteo Salvini a Montecitorio. Tuttavia, osserva Francesco Giro di Forza Italia, «Per noi il referendum sulle riforme costituzionali non sarà l’ombelico della politica italiana. Non possiamo bloccare tutto in attesa di un referendum su una legge sconclusionata».