Niente croce al cimitero di Casalecchio. FdI: «Il sindaco svende le radici»

Niente croce al cimitero di Casalecchio nella rossa Emilia. Dopo l’inscatolamento delle statue dei Musei Vaticani per non offendere la sensibilità culturale dell’ospite islamico, arriva un’altra notizia choc che conferma l’ignoranza degli amministratori e il crescente disprezzo per l’identità nazionale ed europea.

La croce è un’offesa?

«Fa rabbia e tristezza la decisione del sindaco di Casalecchio (in provincia di Bologna), Massimo Bosso, di vietare la croce all’ingresso del cimitero. Da quando la croce è un’offesa per le altre religioni?», dichiara in un comunicato stampa Fabrizio Nofori, portavoce provinciale di Bologna di Fratelli d’Italia, che ha scoperto il fattaccio. «Ma si sa, per il Pd che copre le statue dei Musei Capitolini di Roma per non offendere il presidente iraniano Rohani, non ci si può aspettare altro se non la svendita delle nostre più profonde radici culturali». Nessuna reazione per ora da parte del sindaco di provata fede democratica.

L’antefatto

Il no alla croce all’ingresso del camposanto cittadino è stato deciso giovedì sera dal consiglio comunale, che ha bocciato la proposta dell’ufficio di presidenza e delle minoranze di collocare una croce a segnare il nuovo ingresso del cimitero, dopo i lavori di ampliamento conclusi nel 2009. Il tema venne discusso già 6 anni fa, con la consultazione dei parroci e con l’impegno pubblico del precedente sindaco a fare collocare una croce. Impegno disatteso tanto da spingere gli esponenti della lista civica, i consiglieri del centrodestra e di alcuni esponenti cattolici Pd a presentare la risoluzione, poi bocciata.