“Niente bivacchi, abusivi e sacchi a pelo”: il sindaco di Venezia fa sul serio

Prosegue la battaglia del sindaco Brugnaro in favore del decoro di Venezia. La necessità di norme e vincoli che proteggano la città lagunare dagli eccessi del turismo di massa è diventata la priorità del primo cittadino. Che avverte: «Venezia ha una densità abitativa notevole ed una delicatezzaunica del centro storico che non consente l’utilizzo di certi spazi vendendo alcuni prodotti per strada: un esempio è la vendita della pastasciutta per strada. Tutto ciò va regolamentato. Non c’è dubbio che certe attività dovranno chiudere ed essere sostituite da altre»: Luigi Brugnaro ha lanciato l’allarme degrado durante l’inaugurazione delle nuove sale alle Galleria dell’Accademia. Il sindaco accoglie con favore la proposta che viene da molti settori cittadini – associazioni per la tutela in testa – di passare all’azione contro il «degrado turistico». Negozi che vendono merci di scarsa qualità, fast food e chincaglierie cinesi, insegne e arredi che non sono degni di una città d’arte. «Non lasceremo a casa nessuno – ha aggiunto -: ci sarà una regolamentazione e daremo dei tempi per questa “riconversione”. Sul fronte più generale della difesa della città, ha ricordato: «Per Carnevale abbiamo fatto un’ordinanza che non permette i sacchi a pelo. Questa decisione la renderemo stabile. A Venezia non si viene con i sacchi a pelo. Non permetteremo i bivacchi sotto la Basilica di san Marco». 

 Stop al degrado di Venezia

Venezia è una delle città d’arte più visitate in Italia dopo Roma. Soggette però a un degrado continuo, che ne mette a repentaglio la bellezza. Negozi d’arte e locali tipici che lasciano il posto ad anonimi luoghi con arredi poco tradizionali. Merci che nulla hanno a che vedere con le produzioni tipiche e l’artigianato locale, fast food e botteghe per i turisti mordi e fuggi spesso anche senza vetrine. Un vortice che sembra inarrestabile. E che ha convinto anche l’Unesco a inviare una diffida a Venezia. In laguna al numero di visitatori è incessante – 27 milioni nel 2015 -: un valore prezioso per il nostro turismo purché non si tradica in uno svantagglio, come la chiusura delle botteghe storiche accompagnate da bivacchi indecorosi e incontrollati nei luoghi storici più