Morricone, dopo la vittoria al Golden Globe arriva la nominaton all’Oscar

A pochi giorni dalla vittoria al Golden Globe, il genio creativo di Ennio Morricone torna a sedurre il cuore dei giurati d’oltreoceano che hanno scelto di tributare alla sua colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino la nomination all’Oscar: la sesta della sua carriera, che arriva dopo la statuetta di cui il compositore è stato omaggiato nel 2007 per la produzione di una vita, consegnatagli simbolicamente da Clint Eastwood che con il musicista ha condiviso i successi intramontabili targati Sergio Leone. E non a caso, allora, proprio in questi giorni Morricone è a Praga dove celebrerà i sessanta anni della sua carriera con il tour 2016, inaugurato propria nella capitale ceca. E allora, fedele a quella che è la sua immagine di artista schivo e di uomo riservato, Morricone ha appreso la notizia della sua nomination agli Oscar durante le prove dei suoi concerti e, senza scomporsi, dopo aver ricevuto l’applauso dell’orchestra che si accingeva a dirigere, ringraziando con un rapido cenno della mano, ha chiesto silenzio ed è tornato immediatamente al suo spartito.

Morricone, un talento (e una carriera) da Oscar

Dunque questa volta – e sarebbe proprio il caso – il nostro Morricone – genio amato in tutto il mondo, che Hollywood ci invidia da sempre – potrebbe ricevere l’ambìto riconoscimento dell’Academy Awards per un lavoro in particolare, e che molto probabilmente, come già per il Golden Globe, ritirerà per suo conto al Kodak Theatre di Los Ageles Quentin Tarantino: e il titolo in questione, come già anticipato, è quello che ha magistralmente corredato in musica l’ultima fatica del regista di Pulp Fiction, The Hateful Eight. Già, perché dopo anni di speranze e corteggiamenti professionali, la tanto sospirata – dal cinesta americano – collaborazione col maestro italiano ha potuto finalmente tradursi in musica: e da quanto è successo, il compositore non fa altro che raccoglierne i prestigiosi frutti, culminati oggi anche nella candidatura all’Oscar. Un traguardo che esalterebbe chiunque, ma non lui: forse perché abitauto alla grandezza – la sua e quella dei maestri del cinema con cui ha collaborato nel corso di sessant’anni di carriera appunto. Forse perché più che da un premio il maestro è gratificato dal successo internazionale delle sue opere e dalla soddisfazione che pubblico e critica di settore gli hanno sempre tributato; o forse semplicemente perché – a 87 anni compiuti e dopo una vita di trionfi e di riconoscimenti – l’agone hollywoodiano non lo scompone più di tanto. E infatti, intervistato dal Messaggero, alla domanda rivolta al maestro se si aspettasse o meno di entrare in finale all’Oscar, Morricone ha risposto semplicemente dicendo: «No, in questo periodo penso soltanto ai concerti, ma sono felicissimo: è un riconoscimento del mio lungo e incrollabile amore per il cinema». Come dire, niente di nuovo o che possa aggiungere qualcosa in più, al talento e alla passione che hanno punteggiato sei decenni di collaborazioni cinematografiche insuperabili.

Un genio che Hollywood ci invidia

A cui si aggiunge oggi quella con Tarantino per The Hateful Eight, a proposito della quale il compositore spiega come sia riuscito a far “parlare” la neve che fa da sfondo al western: «Da una parte ho esaltato l’immobilità quasi irreale del manto bianco; dall’altra ho creato un andirivieni di intensità di suoni per rendere il suo dinamismo interno». Un talento, quello di Morricone, che queste parole confermano – e provano a spiegare – una volta di più: Ancora una volta, dopo aver magistralmente sottolineato in musica i duelli ieratici degli spaghetti western come quelli della Trilogia del dollaro, di C’era una volta il west, di Giù la testa, e di tanti altri titoli indimenticabili. Ancora una volta, dopo aver toccato le corde del rimpianto con le struggenti partiture realizzate per Nuovo Cinema Paradiso o C’era una volta in America; dopo aver inimitabilmente contrappuntato in musica la suspense o l’azione di molte sequenze di titoli quali Gli intoccabili o Mission. E solo per fare qualche significativo esempio e restare in ambito internazionale. Per il resto, parlano per Morricone gli innurevoli riconoscimenti e omaggi: dai David di Donatello ai Nastri d’argento, dal Leone d’oro alla carriera al già citato Oscar del 2007, passando per le 70 milioni di copie di dischi venduti nel mondo. Tutti titoli non fanno altro che confermare il genio di Morricone che il mondo ammira e che Hollywood ci invidia. Da sempre. Un genio eclettico il suo: non a caso, alla fatidica domanda «Progetti?», il compositore ha prontamente replicato: «Per ora nessun film. Penso ai concerti che mi impegneranno profondamente e alla mia musica assoluta: non ci sono solo colonne sonore nella vita»…

I competitor di Morricone all’Oscar

L’Italia tutta, intanto, cinefila e non, fa un tifo calcistico per Morricone, tanto più che in questa annata i nostri colori non saranno rappresentati nella categoria miglior film straniero. Tutte le nostre speranze di affermazione hollywoodiana sono riposte dunque nel talento musicale di Ennio Morricone, candidato nella categoria migliore colonna sonora, dove concorre insieme a Thomas Newman, che ha curato quella de Il ponte delle spie di Stephen Spielberg; Carter Burrell per Carol, Johann Jóhannsson per Sicario e John Williams, compositore della colonna sonora di Guerre Stellari, il risveglio della forza. Ma Morricone però sarà da solissimo a far valere la nostra bandiera artistica: Simple Song Number 3, canzone della colonna sonora del film di Paolo Sorrentino YouthLa giovinezza, scritta e musicata da David Lang, è fra i candidati alla migliore canzone. Se la vedrà con Earned It da Cinquanta sfumature di grigio, Fifty Shades of Grey, Manta Ray dal film Racing Extinction, Til It Happens To You, di Lady Gaga, dal documentario The Hunting Ground e Writing’s On The Wall dell’ultimo capitolo di 007, Spectre, cantata da Sam Smith. Tutto è pronto, e i talenti sono ai blocchi di partenza: la cerimonia di assegnazione dei premi Oscar si terrà il prossimo 28 febbraio. In bocca al lupo Maestro!