Milano a misura di gay: è questa la priorità dei candidati del centrosinistra

È bene che i milanesi lo sappiano quando andranno al voto di primavera: il dialogo con le comunità LGBT per il centrosinistra è la priorità di Milano. Che si prepara a diventare La Mecca di gay, lesbiche e transgender. Parlano i fatti. Tutti e quattro i candidati alle primarie del centrosinistra nei prossimi giorni incontreranno le associazioni Lgbt di Milano e provincia. Si tratta di incontri di un’ora, al teatro Filodrammatici. Il primo, il 31 gennaio alle 19.30, sarà con Pierfrancesco Majorino; seguirà alle 20.30 quello con Antonio Iannetta e alle 21.30 con Francesca Balzani, mentre quello con Giuseppe Sala si svolgerà il 1 febbraio alle 21.30. Un calendario fitto di incontri, una tabellina di marcia rigorosa come non se ne vedono per le urgenze vere e drammatiche della città, sicurezza, immigrazione, casa. Gli incontri sono stati organizzati di tutto punto. Chi desidera fare domande “pertinenti”, spiegano gli organizzatori, può mandarle via twitter con l’hashtag PrimarieArcobaleno entro le 15 di domenica.

Nuovi diktat delle associazioni LGBT al centrosinistra

Se verrà eletto un sindaco di centrosinistra Milano non potrà che proseguire sul solco tracciato dall’uscente, Giuliano Pisapia. È stato lui a gettare le basi per rendere Milano la città più Arcobaleno d’Italia. Da quando ha incontrato pubblicamente le associazioni LGBT al teatro Elfo Puccini, sono stati lanciati i presupposti per il “dialogo” che si è poi sviluppato fra la comunità LGBT e l’attuale amministrazione comunale. Da quel giorno c’è stata una resa assoluta sul fronte dei matrimoni gay: il sindaco ha difeso con forza le trascrizioni dei matrimoni omosessuali contratti all’estero; il patrocinio al Milano Pride è diventato una prassi, così come la partecipazione del sindaco e di larga parte della giunta alla parata. In questi cinque anni la sensibilità delle istituzioni cittadine rispetto alle tematiche LGBT e, più in generale, a quelle collegate alle “diversità”, è stata massima, ma sono state derubricate di fatto i problemi che i milanesi vivono sulla propria pelle: il moltiplicarisi degli episodi di violenza, le aggressioni alle donne, i furti, l’emergenza abitativa. Ogni giorno le cronache ne danno ampi resoconti, ma con scarsa eco sulla giunta attuale e su quella che si prepara a raccogliere l’eredità di Pisapia. Il problema per i milanesi sarà serio, perché, una volta che si concede un dito, si pretende di ottenere tutto il braccio, come fotografa un detto popolare. Infatti è quel che sta accadendo. Nel corso di questi fitti incontri con i candidati, le associazioni LGBT di Milano stanno già scaldando i muscoli, stanno già  preparando un’asta al rialzo, hanno già pronte le loro condizioni, i loro diktat, nuove e più ampue richieste.