Migranti, Berlino vuole l’eurotassa sulla benzina per coprire i costi

I migranti “sono una opportunità” ha ribadito nuovamente la Comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica 17. Un’opportunità per chi? L’accoglienza di tanti stranieri è invece un impegno non da poco per i Paesi ospitanti. E in questi giorni fioccano i suggerimenti per affrontare il fenomeno. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble ha lanciato l’idea di un’addizionale sulla benzina a livello europeo per coprire i crescenti costi legati ai migranti. “Dobbiamo mettere in sicurezza i confini dell’area Schengen e non possiamo fallire a causa di fondi limitati” ha dichiarato al Sueddeutsche Zeitung. “Ho suggerito – ha spiegato, facendo riferimento a quanto detto all’ultimo Eurogruppo – di fissare una tassa su ogni litro di benzina, se non ci sono fondi sufficienti nei budget nazionali o in quello europeo”. “Perché non dovremmo affrontare il problema a livello europeo, se la questione è così urgente?”, si chiede Schaeuble, spiegando che, se non si dovesse raggiungere un accordo a livello europeo, la Germania potrebbe essere forzata a chiudere le proprie frontiere, con una mossa che potrebbe dimostrarsi fatale per il futuro di Schengen. E ciò, sottolinea il ministro tedesco, lascerebbe Paesi come la Grecia a gestire gli arrivi dei migranti senza alcuna assistenza da parte dei partner europei.

Berlino e le altre nazioni forti chiuderanno le frontiere, l’Italia no

La proposta di Schaeuble ha però già incontrato decise critiche nel proprio Paese, con diverse associazioni di categoria che hanno sottolineato come gli attuali prezzi della benzina, sebbene bassi, non possano giustificare una decisione in tal senso. Reazioni anche dall’Italia: “Mentre l’Europa corre ai ripari, chiude le frontiere, ora è la volta della vicinissima Austria a un’ora e mezza di strada da Venezia, e accusa l’Italia di non saper gestire il fenomeno di una immigrazione economica che soltanto per meno di un terzo è composta da veri profughi che fuggono da fame e violenza, il governo italiano continua a distrarsi, a esibire risultati ridicoli, a non cacciare nessuno e a far finta che sia sempre colpa di qualcun altro”. Lo afferma il governatore del Veneto Luca Zaia sulla chiusura delle frontiere da parte dell’Austria per far fronte alla questione migranti. “Quando lo dicevamo noi che uno Stato che si rispetti tutela e protegge i propri confini, eravamo i soliti populisti venati di razzismo – rileva Zaia -. Ora che lo affermano i leader delle grandi democrazie e socialdemocrazie europee, il governo italiano e le forze politiche che lo compongono cominciano a balbettare”. “Finirà come le indiscrezioni provenienti da Berlino e Bruxelles già preconizzano – prosegue – con le nazioni forti rinchiuse in un fortino dalle frontiere blindate e i Paesi politicamente più deboli, compresa l’Italia, a gestire ondate crescenti di centinaia di migliaia di disperati e di giovani nordafricani illusi di trovare qui l’Eldorado”. “Questo – conclude Zaia – dovrebbe farci riflettere su come è stata sprecata l’occasione del semestre di presidenza della Ue”.