Libia, camion-bomba dell’Isis a Zliten dinanzi la sede della polizia. 65 morti

Sarebbero almeno 65 le vittime, in maggior parte poliziotti, dell’attentato nella città di Zlitan, nell’ovest della Libia. L’esplosione, provocata da un camion imbottito di esplosivo, ha colpito il centro di addestramento della polizia giudiziaria di Al-Jahfal nella zona Suq al Thulatha. Nel centro si stavano addestrando in questi giorni circa 400 reclute della guardia costiera. Alcuni media, fra cui il Financial Times, riportano quanto scrive Aamaq, gruppo editoriale collegato all’Isis, che parla di una “operazione di martirio”. Condanna “nei termini più duri” è stata espressa dall’inviato Onu in Libia, Martin Kobler, il quale ha lanciato un appello a tutti i libici affinché siano “uniti nella lotta contro il terrorismo”. L’attentato di Zlitan segue gli episodi di Sidra e Ras Lanuf,  teatro di violenti combattimenti fra miliziani dello Stato islamico e guerriglieri tribali di Ibrahim Jiodran, culminati con l’incendio dei principali terminal petroliferi della Libia in Cirenaica. Mohamed al Manfi, un funzionario petrolifero nell’area della Libia orientale, ha dichiarato che ciascuno dei quattro serbatoi dati alle fiamme contiene dai 420 mila ai 460 mila barili di petrolio. I due terminal sono stati chiusi nel dicembre 2014 proprio a causa di possibili scontri data la loro posizione fra la città di Sirte, controllata dallo Stato islamico, e quella orientale di Bengasi. In una nota stampa, Sanalla Mustafa, presidente della National Oil Corporation di Tripoli, ha dichiarato di sperare che la situazione di violenza “possa condurre tutte le fazioni politiche libiche a comprendere la gravità della minaccia” rappresentata dallo Stato islamico. Da diversi giorni i miliziani dell’Isis stanno tentando di raggiungere Sidra.

 

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