Libano, si riaccende il conflitto: Hezbollah attacca e Israele risponde

Il conflitto in Medio Oriente  si sta estendendo pericolosamente. Oltre all’Isis e alla tensione Riyad-Teheran, i venti di guerra stanno tornando a spirare anche in Libano . Dopo una esplosione (che ha investito due grandi ruspe D-9) Israele «ha indirizzato fuoco di artiglieria verso obiettivi Hezbollah prossimi al confine» con il Libano. Lo afferma a Ynet un portavoce militare.

La zona interessata è quella  contesa delle Fattorie di Shebaa, al confine tra Israele, Libano e Siria. Forti esplosioni sono state udite in tutta l’area. Fonti locali riferiscono che l’esercito israeliano ha ordinato agli agricoltori di lasciare la zona. Il movimento sciita filo iraniano Hezbollah ha rivendicato poco fa l’attacco a una pattuglia israeliana al confine provvisorio tra Libano e Israele affermando che si tratta della rappresaglia per l’uccisione – attribuita a Israele – alla fine di dicembre in Siria di un alto esponente del Partito di Dio. Il confine tra Israele e Libano era finora rimasto relativamente tranquillo pur  nell’imperversare della guerra contro l’Isis. Ma la tensione tra l’Iran sciita e l’Arabia Saudita sembra avere risvegliato i movimenti ispirati allo sciismo nella regione.

Per quello che invece riguarda specificamente Israele, c’è da ricordare che in questi giorni la polizia era impegnata nelle ricerche di Nashad Melhem , l’arabo israeliano sospettato di aver ucciso venerdì due avventori in un pub di Tel Aviv e di avervi ferito altre otto persone. È sospettato inoltre di aver ucciso un tassista arabo, durante la fuga. Secondo la polizia l’uomo resta pericoloso, e potrebbe tornare ad attaccare. In città  la tensione resta elevata e in diversi istituti scolastici si avvertono numerose assenze di allievi, che evidentemente hanno preferito restare nelle proprie abitazioni.  Due israeliani sono stati nel frattempo  accoltellati a Gerusalemme, presso il comando centrale della polizia. L’assalitore palestinese, riferisce la radio militare, «è stato neutralizzato».