L’ennesima “bufala” della Picierno: «Da Apple 600 assunzioni a Napoli»

Probabilmente non dovrebbe neanche rivestire dignità di notizia, ma parlarne è utile per toccare con mano quanto possano essere controproducenti alcuni improvvisati propagandisti che saltano a mo’ di cavallette su fatti di cronaca, decisioni altrui o provvedimenti di fonte istituzionale per impossessarsene mediaticamente e poi piegarne il senso a scopi di bottega. Nulla di nuovo, certo: da che mondo è mondo la pubblicità è l’anima del commercio e la propaganda condiziona la politica. Nell’uno e nell’altro caso con qualche limite che, però, la comunicazione cosiddetta 2.0 a botte di post tweet sembra aver ormai irrimediabilmente cancellato. Quali? Beh, un commerciante dovrebbe astenersi dal reclamizzare un prodotto che non vende al solo scopo di attirare clienti mentre un politico dovrebbe resistere alla tentazione di rivendicare a proprio merito decisioni altrui, specialmente quando – come nel nostro caso – questo “altrui” è addirittura estraneo alla disputa tra partiti. Ma la stiamo facendo troppo lunga. Il fatto è questo: l’eurodeputata del Pd Pina Picierno ha pensato di rendersi utile al proprio leader Matteo Renzi intestandogli il merito della decisione di Apple di eleggere Napoli a sede europea del proprio centro di ricerca. E fin qui passi pure, sebbene verrebbe da chiederle se davvero la parlamentare crede che in piena globalizzazione spetti ancora ai governi decidere dove allocare le imprese. Ma il bello, anzi il brutto, e che la Picierno, già nota al grosso pubblico per aver temerariamente difeso la scelta degli 80 euro in busta paga esibendo in tv uno scontrino della spesa lungo come un lenzuolo, assalita da sincero impeto sudista ha pure annunciato la bellezza di 600, dico 600, assunzioni in quel centro. Il che, in una città piagata dalla disoccupazione cronica come Napoli non mancherà di fare un certo effetto. Peccato però per i giovani napoletani che la Apple guidata da Tim Cook non procederà mai alle 600 assunzioni vagheggiate dalla onorevole renziana ma ogni anno accoglierà in pari numero ricercatori, laureandi e laureati con l’obiettivo di formarli a loro spese e farne degli sviluppatori di diavolerie digitali. Una scelta comunque prestigiosa per Napoli e per l’Italia, anche se lontana anni-luce dagli effetti speciali che sperava di scatenare l’annuncio simil-clientelare della Picierno. Che non solo non passa all’incasso ma è costretta anche a duellare sul punto con la forzista Mara Carfagna, anche lei spiazzata dall’aver saputo che i 600 posti altro non sono che altrettanti stage non retribuiti. «Renzi senza vergogna», ha twittato furiosa la portavoce azzurra. Scaricando così sul premier le conseguenze di annunci ambigui e di abusive rivendicazioni di merito da parte dell’agit-prop Pina Picierno, finita proprio come quel pifferaio di montagna. Che andò per suonare e finì suonato.