La svolta dell’Isis: rapisce 400 bambini e li fa diventare kamikaze

Scomparsi nel nulla: quattrocento minori yazidi da un anno e mezzo rapiti dall’Isis nel nord dell’Iraq e mai più tornati alle loro madri. Molti di loro sono stati arruolati dal gruppo jihadista che li addestra come kamikaze. La denuncia, che non può essere però verificata in maniera indipendente, arriva da attivisti curdi e yazidi pochi giorni dopo la nomina da parte del governo iracheno per il premio Nobel per la pace di Nadia Murad, simbolo delle donne vittime dell’Isis. Citati dalla Cnn, gli attivisti hanno precisato che dei 600 minori yazidi circa un terzo sarebbero riusciti a fuggire. Nelle ultime ore intanto è stata rinvenuta una fossa comune con i resti dei corpi di 40 maschi adulti della località yazida di Tel Banat, nel nord-ovest dell’Iraq. La macabra scoperta è avvenuta nel territorio di Shingal, enclave yazida tra il confine con la Siria e Mosul, la città conquistata dall’Isis nel giugno del 2014.

Altri orrori dell’Isis: 3.400 donne scomparse

Nella loro avanzata dell’estate di due anni fa, i jihadisti erano riusciti a impadronirsi in poche settimane di ampie regioni dell’Iraq sunnita, tradizionalmente ostile al governo di Baghdad, sostenuto dall’Iran e dagli Stati Uniti. Nell’agosto del 2014 l’Isis era arrivato est di Mosul, investendo Tell Afar e, ancora più a ovest, la regione montagnosa di Sinjar, storicamente culla degli yazidi. Minoranza etnica di lingua curda, caratterizzata da un profondo sincretismo religioso e per secoli discriminata da gruppi dominanti curdi della regione, gli yazidi sono una delle comunità in via di sparizione del Medio Oriente. Dall’ortodossia islamica sono da secoli accusati di essere apostati. Anche per questo sono stati presi di mira con maggior violenza da parte dell’Isis. Parlando all’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York a dicembre scorso, Nadia Murad aveva invitato la comunità internazionale ad impegnarsi per fare luce sulla “scomparsa di circa 3.400″ donne yazide nell’estate del 2014. Assieme alle donne, molte delle quali violentate dai jihadisti e vendute come schiave nei mercati pubblici delle città controllate dall’Isis, centinaia di bambini erano stati rapiti. Tra questi, mancano all’appello i 400 che sarebbero finiti nei campi di addestramento del Califfato.