Knockout game: i primi colpevoli sono immigrati. Il governo evita di dirlo

È da mesi che è esploso l’assurdo fenomeno del knockout game, il pugno in faccia sferrato a un passante qualsiasi, al primo che ti capita a tiro. A Roma ci sono stati alcuni casi che hanno fatto notizia e scandalo, con conseguenze serie. I primi episodi a Trastevere, poi in altre zone, compreso il cuore della Capitale. Ma solo ora il governo fa sapere che se n’è accorto e che bisogna porvi rimedio. Meglio tardi che mai, anche perché i primi protagonisti smascherati sono immigrati. Tra l’altro, minorenni.

La polizia, infatti, ha individuato 4 minorenni nordafricani autori di un knockout game. L’episodio è avvenuto nel quartiere Flaminio, a Roma, ai danni di un uomo che camminava verso piazza del Popolo. La vittima ha incrociato quattro ragazzi, uno dei quali, improvvisamente, gli ha sferrato un pugno in pieno volto continuando a camminare come se nulla fosse. Pochi metri dopo, sotto l’occhio discreto della telecamera di sorveglianza, lo stesso ragazzo ha mimato il gesto del pugno tra le risate degli altri compagni. I ragazzi, tutti nordafricani, sono minorenni; in particolare colui che ha dato materialmente il colpo non ha ancora compiuto i 14 anni.

Ed ecco che, per miracolo, il governo dà segni di vita. L’identificazione anche di un ragazzino di 13 anni «che a Roma si è reso protagonista di un’aggressione ai danni di un adulto tramite la tecnica del knockout, ci impone il dovere morale di fronteggiare un fenomeno». L’unica cosa che si evita di dire è la nazionalità di chi è stato ripreso dalle telecamere dopo aver colpito un passante.