Istanbul, il kamikaze era un rifugiato. Ed Erdogan lo ha “ospitato”

Il kamikaze che si è fatto saltare in aria uccidendo 10 turisti tedeschi a Istanbul e procurato decine di feriti aveva chiesto asilo in Turchia il 5 gennaio scorso, una settimana prima dell’attacco, come hanno rivelato i media locali. L’attentatore, il 28enne Nabil Fadli, un siriano nato in Arabia Saudita, avrebbe presentato la domanda di asilo all’ufficio dell’immigrazione di Zeytinburnu, a Istanbul, in compagnia di altri 4 uomini. Nei giorni successivi Fadli, appena entrato in Turchia dalla Siria, sarebbe rimasto nell’indirizzo di residenza dichiarato di Istanbul. Le indagini sono in corso per cercare di identificare i suoi accompagnatori. Intanto salgono  a 11 i feriti dell’attacco kamikaze nel cuore turistico della città, attualmente in ospedale, di cui 9 tedeschi, 1 norvegese e 1 peruviano. Tra i turisti tedeschi feriti, 2 sono in condizioni critiche. ll premier turco Ahmet Davutoglu ha accompagnato il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere in una visita in due ospedali di Istanbul dovo sono ricoverati i superstiti dell’esplosione.

Istanbul, 68 arresti della polizia turca

Sono 68 i sospetti membri dell’Isis arrestati dalla polizia turca in queste ore, come riporta l’agenzia statale Anadolu. Le operazioni si sono svolte in 8 province. Nove sono le persone fermate oggi, di cui 6 a Smirne e 3 cittadini russi ad Antalya. Nei giorni scorsi 15 siriani e un turco erano stati arrestati ad Ankara e altri 25 sospetti nelle province di Kilis e Sanliurfa, al confine con la Siria, con l’accusa di progettare attacchi sul suolo turco. Blitz anche a Mersin e Adana, nel sud, e nella provincia anatolica di Konya. Nell’ultimo mese l’intelligence turca aveva lanciato due diversi allarmi a tutte le forze di sicurezza del Paese su possibili attacchi dell’Isis su vasta scala a turisti e stranieri.