Immigrati scatenati anche in Svezia: 15 donne denunciano abusi sessuali

«Siamo consapevoli di quanto successo in Germania, ma ci stiamo concentrando sulle indagini su quanto accaduto a Kalmar». Lo riferisce il portavoce della polizia svedese, Johan Bruun, riferendosi alle violenze di Capodanno a Colonia così simili a quelle accadute nella notte di Capodanno contro alcune donne svedesi. Una situazione in fotocopia rispetto a quanto accaduto in Germania. Almeno 15 donne hanno denunciato di essere state molestate da un gruppo di uomini la notte di Capodanno a Kalmar, in Svezia. La polizia ha fermato due richiedenti asilo, i quali sono stati informati da interpreti di essere sospettati. Gli inquirenti stanno cercando altri sospetti. Le donne sono state circondate e palpeggiate in una piazza affollata, ha precisato la polizia svede, nessuna delle ragazze è rimasta ferita ma che molte erano terrorizzate. Secondo le ultime notizie, un ragazzino di 15 anni e un giovane di 20 anni sono stati arrestati a Kalmar, in Svezia: entrambi sono sospettati di aver molestato alcune donne nel corso della notte di Capodanno. Lo riferiscono i media svedesi. La polizia non ha reso noto l’identità dei due fermati. Le autorità hanno escluso ogni connessione con le vicende di Colonia, sottolineano i media. A Colonia, intanto, si è tenuta una manifestazione di protesta contro le molestie sessuali di massa, realizzata dall’artista svizzera Milo Moire (vedi foto). La donna si è esibita completamente nuda, con un cartello dove chiede “Rispetto” per le donne.

In Svezia gli immigrati musulmani sono un problema

A Kalmar, città della Svezia meridionale, il problema degli immigrati musulmani è diventato un caso da prima pagina: il quotidiano locale Östra Småland a luglio ha scritto che un gruppo di richiedenti asilo cristiani, dopo essere stati vittime di minacce e vessazioni da parte dei musulmani, sono stati costretti ad andarsene dal centro di accoglienza dell’Ufficio immigrazione dove erano ospiti. Gli immigrati islamici, sempre più intolleranti e prepotenti nella pacifica Svezia, hanno chiesto loro di smettere di indossare croci e altri simboli cristiani, e non gli hanno permesso di utilizzare i servizi comuni della struttura, come la cucina, in loro presenza. Una situazione che ha costretto gli immigrati cristiani a trasferirsi in altre città della Svezia.