Immigrati, regaleremo tre miliardi a Erdogan. L’idea è della Merkel…

Tre miliardi dalla Ue, quindi anche dall’Italia, alla Turchia. Il governo tedesco della Merkel, sempre più sotto pressione sul dossier migranti, dopo gli avvenimenti di Colonia, punta ad accelerare sul piano d’azione Ue-Turchia per bloccare il flusso dei profughi verso l’Europa sulla rotta dei Balcani. Gli arrivi in Germania, principale destinazione dell’Unione, continuano ad essere alti: la media è di 3.200 al giorno, e l’intesa con Ankara “è ancora lontana” dal dare i frutti attesi. Il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans partirà nelle prossime ore per il Paese della mezzaluna, (mentre ha cancellato il viaggio a Berlino). Il mandato è quello di spingere il più possibile sulla messa in pratica del piano. Intanto mercoledì a Bruxelles gli ambasciatori dei 28 si riuniranno per tentare di trovare un’intesa sulla ripartizione dei contributi tra la Commissione Ue ed i Paesi ai 3 miliardi per i rifugiati in Turchia, previsti proprio dal piano d’azione sottoscritto con Ankara. Secondo fonti europee, l’accordo è vicino, ma a pesare c’è ancora la riserva dell’Italia, espressa dal premier Matteo Renzi al summit dei leader. “L’Italia è l’unico Paese ad avere ancora una riserva, mentre i problemi sollevati da Cipro e Croazia sono stati risolti”, spiegano le fonti, che sperano in una soluzione a breve.

Erdogan, accusato di commerciare con l’Isis, incasserà anche dalla Ue

I tre miliardi dovrebbero servire a garantire migliori condizioni di vita per i profughi siriani in Turchia, come l’accesso al sistema sanitario e scolastico, e la possibilità di lavorare. Lo schema di ripartizione su cui si sta lavorando prevede il contributo dal budget europeo di un miliardo, mentre gli altri due dovrebbero arrivare dagli Stati membri, con un escamotage tecnico per bypassare le difficoltà di Cipro. Il mancato accordo intra-Ue sul pacchetto di aiuti non è comunque di ostacolo per la trattativa di Timmermans, dato che la prima tranche dell’esborso arriverà dal bilancio dell’Unione. Il vicepresidente vicario chiederà alle autorità di Ankara una roadmap, mettendo sul tavolo, per parte europea, il via al finanziamento dei progetti, e una spinta in avanti nel processo per la liberalizzazione di visti. Nelle prossime due settimane Bruxelles conta inoltre di riprendere la discussione sulla lista dei Paesi di origine sicura, di cui la Turchia chiede di essere parte.