Immigrati & Coop, finisce la pacchia. Cantone: basta con l’assalto alla torta

Finisce la pacchia per il binomio Immigrazione & Cooperative rosse, una realtà vasta e variegata, finita nell’occhio del ciclone dopo inchieste, come Mafia Capitale, che hanno alzato il velo su gravissime irregolarità e reati.
Arriva la stretta dell’Anac di Cantone per evitare che si ripetano vicende come quelle di Buzzi . Ma anche per chiudere il rubinetto al quale, da anni e anni, si abbeverano senza ritegno sedicenti volontari, onlus, associazioni sociali e coop tutte legate a doppio filo al Centrosinistra e tutte impegnate a mungere la vacca, ovvero lo Stato, in nome dell’assistenzialismo sociale con un’arroganza tale che si finisce per inciampare anche nell’inchiesta di Mafia Capitale.
Eccoli, dunque, i “paletti” fissati dall’Anticorruzione, vere e proprie linee guida per irreggimentare un mondo, quello delle coop sociali che doveva, in qualche modo, essere arginato nei suoi appetiti. Ma anche nei suoi metodi sfociati nell’illegalità. E dunque, d’ora in poi, avverte Cantonetutela della concorrenza, obblighi di programmazione, tracciabilità dei flussi finanziari, regole stringenti per proroghe e rinnovi. Il tutto per prevenire fenomeni di corruzione e garantire il rispetto dei principi della libera concorrenza.
In 43 pagine il documento esamina l’affidamento dei servizi a enti no-profit e cooperative sociali ponendo l’accento sulla necessità di prevedere un’adeguata programmazione degli interventi da realizzare e chiarendo le modalità di erogazione dei servizi nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali.
E’ centrale, nel documento rilasciato dall’Anticorruzione, la sezioni sulle cooperative sociali, in particolare quelle che si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, cosiddette di tipo B, le quali possono ricevere affidamenti in deroga alla disciplina sui contratti pubblici in considerazione della loro “mission”.
L’Anac precisa le stringenti condizioni che consentono la deroga solo per gli affidamenti sotto soglia comunitaria e chiarisce che le amministrazioni devono definire adeguatamente la durata delle convenzioni, perché non sia preclusa ad altre cooperative la possibilità di promuovere i propri progetti di inserimento. E per ogni affidamento, avverte Cantone, debbono assicurarsi che sia impiegato almeno il 30 per cento di lavoratori svantaggiati e vigilare sulla corretta esecuzione dell’appalto.
Il valore di eventuali rinnovi dei contratti deve essere previsto e incluso nell’importo dell’appalto da mettere a base di gara nel momento in cui viene indetta la procedura.
Per gli affidamenti sopra la soglia comunitaria niente corsie preferenziali: vale quanto previsto dal codice dei contratti pubblici. Quanto all’accoglienza degli immigrati, altro settore chiave e ambito dove la domanda di servizi ha avuto un aumento esponenziale e in cui sono emerse violazioni della normativa di settore, per prevenirle, bisogna evitare barriere all’accesso e favorire massima partecipazione, rotazione dei soggetti affidatari e accesso al mercato delle piccole e medie imprese, anche prevedendo la separazione tra la proprietà della struttura destinata all’accoglienza e il servizio reso, l’affidamento per lotti, la partecipazione in forma aggregata e il subappalto.
L’obiettivo è evitare che pochi soggetti si accaparrino una rosa di servizi ampia ed eterogenea, anche senza avere competenze comprovate in tutti i campi per cui si ottiene l’assegnazione, a discapito di soggetti più qualificati. Il documento evidenzia la necessità di rispettare i principi di imparzialità, trasparenza e concorrenza anche in situazioni di urgenza/emergenza, suggerendo il ricorso ad accordi quadro. E richiama la necessità di monitorare l’esecuzione del contratto.
Spesso proroghe e rinnovi dei contratti sono diventati prassi negli affidamenti al terzo settore. L’Anac specifica che in nessun caso le carenze in fase di programmazione possono giustificare proroghe, mentre il rinnovo è possibile solo se è stato già previsto nel bando di gara. La tutela dell’occupazione può essere realizzata tramite la previsione di clausole sociali, da inserire nei bandi di gara, e non con la proroga del contratto in essere. Gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari si applicano anche ad acquisti, affidamenti di servizi sociali e affidamenti a cooperative sociali.