I compagni non sono vaccinati: la bimba malata sarà trasferita in un’altra scuola

Ha un lieto fine la vicenda della bimba di sei anni, immunodepressa a causa di una grave malattia avuta a due anni, che non può frequentare la scuola perché alcuni suoi compagni non sono vaccinati. La malattia le impedisce, infatti, di sottoporsi al richiamo contro morbillo, parotite, rosolia e varicella e quindi un eventuale contagio metterebbe in serio pericolo la sua vita. Ma, dopo la denuncia, è stata trovata una soluzione: la piccola verrà trasferita in una scuola elementare più piccola, dove è minore il rischio di entrare in contatto con bambini non vaccinati. La nuova scuola appartiene allo stesso istituto comprensivo, quello di Greve in Chianti (Firenze), frequentato attualmente dalla piccola. La soluzione, spiega la preside del comprensivo Antonella Zucchelli, «è stata presa in accordo con l’amministrazione comunale e con la famiglia».

Compagni non vaccinati, trasferita la bambina

Nella scuola che frequentava ci sono 260 bambini dai 6 agli 11 anni, molti dei quali non sono stati vaccinati,  spiega ancora la dirigente scolastica, « per questo abbiamo deciso di trovare una soluzione più protetta, dove c’è meno rischio che possa entrare in contatto con bimbi affetti da malattie esantematiche». La soluzione è stata condivisa dai genitori della bimba: «La famiglia – ha aggiunto la dirigente – è più tranquilla così». La nuova scuola, vicina a quella attuale, è frequentata da meno di cento bimbi. Secondo quanto spiegato sempre dalla preside, da settembre «la bambina ha sempre frequentato regolarmente, fino all’allerta dei medici».

Nell’istituto sono arrivati gli ispettori

La vicenda della piccola ha creato scalpore e nella scuola sono arrivati gli ispettori. Scopo dell’ispezione, ha spiegato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, Domenico Petruzzo, «non è quello di punire qualcuno», ma «di fornire assistenza tecnica per trovare possibili soluzioni insieme alla preside». La decisione di disporre l’ispezione è stata decisa dopo un colloquio  tra Petruzzo e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. «La bimba deve frequentare e avere i suoi diritti», ha continuato Petruzzo, tuttavia «la questione presenta problemi di varia natura» e «coinvolge principi importanti, come li diritto di non vaccinarsi e i diritti delle persone con problemi di salute».