Al governo piacciono banchieri, Fornero e adozioni gay. Scappi chi può

Lo scandalo della Banche e il furto comminato a suon di decreti ai risparmiatori con l’ormai arci-noto crack dei quattro istituti bancari. L’onda d’urto della famigerata “Legge Fornero”, con esodati e pensionabili ancora immobilizzati tra “color che son sospesi” in attesa di una risposta del governo al loro dramma. Il sospetto – adombrato da più parti – e ora messo anche nero su bianco da diverse inchieste giornalistiche – prima su tutte quella condotta dal quotidiano Libero – sui rapporti «poco limpidi» dell’esecutivo con i cosiddetti «poteri forti». Il dibattito senza fine sulle unioni civili e la battaglia parlamentare contro il ddl Cirinnà che, oltre a porre il problema dello step-child adoption, e ad aprire alla possibilità dell’utero in affitto, non solo trascura la questione del sostegno che andrebbe tributato alla famiglia tradizionale, ma disconosce di fatto un diritto fondamentale: quello sacrosanto di un bambino ad avere un padre e una madre. Un assioma troppo spesso rinnegato e offeso che, come ha scritto in uno dei suoi più riassuntivi flash sulla questione Giorgia Meloni – affidando ad uno dei tanti post in cui la leader di FdI ha stigmatizzato in breve convinzioni culturali e riflessioni etiche sulle più accese battaglie politiche – dovrebbe indirizzare «le (poche) risorse dello Stato a incentivare la famiglia tradizionale che, dall’antichità a oggi, è quella che garantisce la natalità di una Nazione, cresce i figli e si prende cura dei più deboli»… Vediamo allora, riassunte in breve nelle dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini in rappresentanza del centrodestra, le ragioni della opposizione al disegno del governo sui temi più scottanti nell’agenda parlamentare.

Banche, adozioni gay e esodati: le beffe del governo Renzi commentate da Giorgia Meloni

Ecco allora cosa pensa, in rapida sintesi, Giorgia Meloni (FdI) sulle a dir poco discutibili scelte dell’esecutivo renziano in materia di banche, Legge Fornero e adozioni gay. La sua posizione è netta e denuncia, al contrario, i rapporti “poco chiari” del governo rispetto ad ambienti in grado di condizionare pesantemente delicate scelte istituzionali .«Sono troppo numerosi i rapporti poco limpidi tra il governo Renzi e una serie di ambienti che fanno riferimento a lobby, gruppi di potere, grande finanza e speculatori», ha denunciato anche in queste ore la numero uno di Fratelli d’Italia che, nel sostenere questa argomentazione si è anche richiamata alle diverse inchieste choc proposte da diversi quotidiani proprio in questi giorni. «Ora emergono anche – ha ricorato la Meloni su Facebook – sconcertanti legami tra il “Giglio magico” e gli ambienti della massoneria. Grazie alle denunce di Fratelli d’Italia e alla coraggiosa inchiesta condotta dal quotidiano Libero, questi rapporti stanno venendo alla luce in tutta la loro gravità e opacità. Come abbiamo sempre detto, è purtroppo questo il prezzo che si paga quando il governo nazionale viene scelto dal Palazzo e non dai cittadini e – ha concluso la presidente di FdI – si rinuncia alla sovranità popolare, imponendo un Esecutivo che risponde alle lobby e non agli italiani».

Matteo Salvini riassume, dai «disastri in Borsa» alle «finte riforme», tutti gli spot dell’esecutivo renziano

Decisamente tranchant anche il commento al governo Renzi del leader del Carroccio che, nel polemizzare sulla propaganda governativa capace di impacchettare in una bella confezione il nulla di fatto o, peggio ancora, le scelte sbagliate e rivendicate a suon di spot, si richiama anche a Checco Zalone, e al successo del suo ultimo fiulm, Quo vado?. «Zalone? – ha commenato ironicamente Salvini – sputtana le finte riforme del governo Renzi meglio di quanto avrei saputo fare io». «Zalone dipendente della provincia – spiega Salvini – poi lo trasferiscono, la provincia cambia nome, poi torna a essere provincia…Cambiare tutto per non cambiare niente». Già, ed emblematica secondo Salvini a questo proposito, soprattutto l’annosa questione sulla riforma dell’ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero, a proposito della quale il leader leghista dichiara: «Se incontrassi la Fornero? Non fatemi dire niente. Sono un non violento ma vorrei che si pentisse per la legge maledetta che ha fatto. La lascerei a pane e acqua, senza stipendio e senza pensione». E dai pensionati ed esodati defraudati, ai risparmiatori derubati, il passo è breve, e il commento di Salvini a dir poco sferzante: «“Le banche italiane sono sicure” dicevano Renzi e i suoi. Oggi disastro in Borsa, col Monte Paschi che perde l’8% e tante altre banche sospese per eccesso di ribasso. Senza contare i 130.000 cittadini rimasti senza una lira per colpa delle scelte del governo e del crack di Banca Etruria e soci. Io sono preoccupato – conclude laconico il leader della Lega – o si interviene in fretta o salta tutto. Ah già, ma Renzi è impegnato con le adozioni gay…». E i puntini sospensivi dicono tutto, senza bisogno di altre parole, anche su questo delicato punto…