Gli Usa distruggono il deposito di zio Paperone dell’Isis: in fumo milioni

Gli Stati Uniti rincorrono la Russia nei bombardamenti all’Isis: i cacciabombardieri americani avrebbero infatti centrato un deposito di denaro dello Stato islamico a Mosul in Iraq: lo mostra un video della Difesa americana rilanciato dai media statunitensi. L’edificio viene centrato da una bomba e dopo l’esplosione si nota fluttuare nell’aria una vera e propria colonna di banconote. Gli esperti della Difesa stimano il denaro distrutto in “milioni di dollari”. Il bombardamento risale all’11 gennaio scorso. «È stato un ottimo raid», ha commentato il generale Llyod Austin, capo del Comando centrale Usa: «Combinato con gli altri bombardamenti che abbiamo fatto contro le infrastrutture per la produzione e la distribuzione di gas e petrolio e altre fonti di finanziamento, si può scommettere che l’Isis senta la tensione sul suo libretto degli assegni». Il militare ha precisato che non è il primo raid di questo tipo contro le casse dei seguaci di Abu Bakr al Baghdadi: «Hanno bisogno di questi soldi per pagare i combattenti, reclutarne di nuovi e portare a termine le loro attività vergognose».

Gli Usa proseguono la gara delle bombe con la Russia

Il raid dà quindi ragione a Donald Trump sulla tattica da seguire, dopo lo scontro con Jeb Bush sulla lotta all’Isis. L’ex governatore della Florida attacca la linea dura proposta dal tycoon newyorchese contro i musulmani che vivono o vogliono entrare in America. «Così è impossibile creare quella coalizione necessaria per combattere lo Stato islamico», afferma Bush, per il quale gli Usa «non possono essere i poliziotti del mondo e agire in maniera unilaterale, da soli». Secca la risposta di Trump: «Quello che a me interessa e di cui abbiamo bisogno è la sicurezza. Abbiamo un grande problema con l’Islam radicale, e io voglio sicurezza. Dobbiamo essere vigili». Intanto giunge un altro allarme dal Regno Unito: sono 56 le cittadine britanniche, fra cui giovani donne e ragazze, che sono partite alla volta della Siria nell’ultimo anno, si pensa per unirsi all’Isis. Lo rivela l’antiterrorismo di Scotland Yard che lancia un allarme sui numeri crescenti del fenomeno. «Siamo molto preoccupati sui numeri di ragazze, giovani donne e anche famiglie che decidono di andare in Siria, inconsapevoli dei rischi che dovranno affrontare una volta che arrivano lì e del fatto che difficilmente potranno tornare alle loro famiglie», ha detto Helen Ball, una dei comandanti della Met Police. Si calcola che circa 4mila cittadini occidentali si siano uniti allo Stato islamico, fra cui 550 donne.