Giorno della Memoria, monito di Mattarella: l’antisemitismo esiste ancora

«L’antisemitismo non è sconfitto» è il monito di Sergio Mattarella nel Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale fissata per il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto e istituita in Italia dal Parlamento nel luglio del 2000. Da Torino a Canicattì fioccano dovunque le iniziative, in primis al Quirinale. «Auschwitz – ha detto Sergio Mattarella durante il suo intervento – con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell’abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale». E poi ancora: «L’antisemitismo che, talvolta, si fa schermo di forme di antisionismo, non è mai completamente debellato». La cerimonia è stata aperta dalla proiezione di un documentario di Claudio Della Seta, cui hanno fatto seguito l’intervento del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, le testimonianze di tre studenti di scuole superiori che hanno partecipato al Viaggio della Memoria, e di Samuele Modiano (nella foto mentre stringe la mano a Mattarella), sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz.

Giorno della Memoria, le commemorazioni

Commemorazione anche al Senato e alla Camera. «Il Giorno della Memoria – hanno scritto in una dichiarazione congiunta, a nome di tutto il gruppo di Forza Italia alla Camera, il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta, e la portavoce dei parlamentari a Montecitorio, Mara Carfagna – è il modo migliore di guardare il presente». La Shoah, hanno scritto gli azzurri, «ci guarda ancora con gli occhi delle sue vittime e ci fa vergognare non del passato ma dell’oggi. L’antisemitismo non è un rischio, ma un’evidenza di queste ore. Esso si esprime certo nella volontà di taluni Stati e dei loro leader di annientare Israele e di alimentare l’odio verso gli ebrei, ma ha focolai vivi e minacciosi in Europa e in Italia. Non basta puntare il dito contro le cellule dell’Isis o certi movimenti di estrema destra o di estrema sinistra, ma va denunciata l’acquiescenza che determina il clima intollerabile respirato dagli ebrei italiani, in pericolo per il solo fatto di farsi riconoscere come tali. In tanti devono farsi oggi l’esame di coscienza, e uscire dall’ambiguità. Forza Israele, noi di Forza Italia siamo totalmente con te».

Berlusconi: c’è poco coraggio sull’antisemitismo

In questa giornata ha fatto sentire la sua voce anche Silvio Berlusconi. «A 71 anni dalla liberazione del Campo di concentramento di Auschwitz ricordare il passato è necessario ma non sufficiente di fronte ad un antisemitismo che si ripresenta al mondo sotto altre vesti, ma con le stesse odiose finalità», ha premesso il leader di Forza Italia. «Anche nel 2015, purtroppo, abbiamo assistito a gravissimi episodi di antisemitismo e di antisionismo. Penso all’orribile attentato all’Hyper Cacher di Parigi e agli accoltellamenti contro civili inermi in Israele e in Francia e addirittura a Milano, in viale San Gimignano. Un episodio, quest’ultimo, avvenuto sotto la casa di una donna che, durante la Seconda Guerra Mondiale, su un treno, incinta di otto mesi mettendo in gioco la sua vita salvò una ragazza ebrea sfidando un ufficiale tedesco che voleva portarla via per destinarla a un campo di sterminio. Quella donna era mia madre», ha raccontato Berlusconi. «Quel coraggio e quella certezza di agire secondo giustizia dovrebbero stare anche oggi alla base delle nostre azioni se non vogliamo che il contrasto all’antisemitismo si trasformi in un mero esercizio retorico di facciata. Vedo invece, troppo spesso, una mancanza di coraggio mascherata da politically correct e diluita tra mille distinguo».