Fmi: l’India cresce più della Cina. In Europa tiene la locomotiva tedesca

Una zona euro in controtendenza rispetto a Cina e a Stati Uniti, la cui crescita segna un rallentamento pur attestandosi (soprattutto la prima) su livelli più che lusinghieri se considerati isolatamente. A dirlo è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che proprio sulla base delle economie delle dir superpotenze ha rivisto al ribasso le stime di crescita globali prevedendo un pil mondiale in crescita del 3,4% nel 2016 con una flessione di uno 0,2 punti per cento rispetto a ottobre. Nel 2017 la crescita salirà al 3,6 ma segnando ancora un -0,2 per cento rispetto al World Economic Outlook di ottobre.

Il Fmi: «La Cina rallenta la crescita del pil mondiale»

A pesare sono soprattutto il rallentamento della Cina – il cui tasso di crescita al 6,8 per cento nell’anno appena trascorso rappresenta il punto più basso dopo il 3,8 del 1990 quando a pesare furono soprattutto le sanzioni seguite alla feroce repressione del governo comunista contro gli studenti di piazza Tien An Men – i prezzi piu’ bassi delle commodity e l’uscita dalle misure monetarie non convenzionali negli Usa, che cresceranno del 2,6 nel 2016 (-0,2 per cento) e nel 2017 registrando in entrambi i casi una flessione dello 0,2 per cento sulle stime di ottobre.

Crescita italiana a + 1,3 nel 2016

Rispetto all’area euro, invece, il Fmi rivede al rialzo (+ 0,1 per cento) le stime di ottobre sulla crescita nel 2016 che dovrebbe attestarsi 1,7. Identica percentuale è confermata per il 2017. La crescita dell’Italia prevista dal Fmi per il 2016 si attesta al 1,3 per cento per poi scendere all’1,2 nel 2017. Meglio fanno Germania, che accelera al +1,7 per cento nel 2016 e nel 2017, e Spagna che quest’anno crescerà del 2,7 per cento (+0,2 per cento) e del 2,3 nel 2017 (+0,1). Chi rallenta è la Francia, il cui pil crescerà quest’anno dell’1,3 per cento, 0,2 punti percentuali in meno rispetto a ottobre, e dell’1,5 per cento nel 2017, -0,1 punti percentuali. Quanto a India e Russia, per la prima è confermata la crescita del 7,5 per cento sia nel 2016 e nel 2017, mentre la seconda quest’anno subirà una contrazione del pil dell’1,0 per cento per poi tornare a crescere nel 2017. Le economie emergenti e in via di sviluppo rallentano per il quinto anno consecutivo, con la crescita al +4 per cento nel 2015, il livello piu’ basso dal 2008-2009.