Family day: chi va in piazza per i minori e chi ci va portandosi la sveglia…

I militanti pro e contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili si mobilitano in vista delle manifestazioni indette da entrambi gli schieramenti in vista della discussione in aula della legge. I promotori del Family Day, che si terrà il 30 gennaio a Roma, hanno annunciato di aver spostato al Circo Massimo il raduno “considerato il grande riscontro di adesioni e un previsto afflusso di molto superiore rispetto alla manifestazione dello scorso 20 giugno”, quando gli organizzatori avevano contato un milione di persone. Inizialmente era previsto che la manifestazione partisse dal Circo Massimo e arrivasse a piazza San Giovanni, ora il programma prevede un sit-in statico. “Benedetto”, come si sa, dai vescovi. Ma non ci sono solo le gerarchie vaticane a fianco dei sostenitori della famiglia. Numerose  anche le associazioni che hanno deciso di esserci, intendendo però il loro essere in piazza come un modo costruttivo e propositivo per tutelare la famiglia. Così l’Anfn, associazione nazionale delle famiglie numerose. Ben venga la manifestazione del 30 anche per il Mcl (Movimento cristiano lavoratori) presieduto da Carlo Costalli il quale si augura che ci siano tantissime persone a ribadire il verso senso della famiglia. Aderisce alla manifestazione anche la Comunità Papa Giovanni XXIII, per ribadire che i minori hanno bisogno di una madre e di un padre. Un tema sul quale si sofferma anche lo psicanalista Giancarlo Ricci, intervistato da Avvenire: “L’ipotesi di una famiglia omogenitoriale basata sul legame tra due individui dello stesso sesso dove uno farebbe da padre e l’altro da madre è una negazione anatomica, biologica, culturale, antropologica, ma soprattutto simbolica. Tutto ciò non è senza conseguenze psichiche per il figlio o la figlia: vacilla la costruzione dell’identità sessuale, della differenza tra i sessi, del mito delle origini”.

Il flash mob dei sostenitori del ddl Cirinnà

Sull’altro fronte, i sostenitori del ddl Cirinnà mettono le mani avanti e rifiutando ogni possibilità di modifica sostengono che la stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio del partner, non può non essere inclusa nel provvedimento.  Per sostenere le loro posizioni, hanno indetto per  domani una mobilitazione in “almeno 82 città italiane” oltre che a Londra, Berlino e Boston. E’ in programma un flashmob che sarà realizzato con una sveglia o un orologio o un timer con suoneria: una volta in piazza, i dispositivi verranno sincronizzati e all’orario stabilito suoneranno tutti insieme. La manifestazione si chiamerà #Svegliaitalia e vi hanno aderito, oltre alle associazioni Lgbt, anche Amnesty, Arci e Cgil.