Enrico Zanetti si arrabbia: «Basta con il Pd». E Renzi lo nomina viceministro

Nel rimpasto di governo la spunta Enrico Zanetti, di Scelta civica, che è stato “promosso” da sottosegretario a viceministro dell’Economia e delle finanze. All’improvviso è spuntato il suo nome, quasi a sorpresa. E con qualche malumore interno alla maggioranza, perché era stato proprio lui, qualche giorno fa, a tirare calci al Pd. «Premiato per tranquillizzarlo», è il passaparola tra i democratici malpancisti. Zanetti, infatti, era stato l’interprete di una scoperta rivoluzionaria, e cioè che il Pd è un partito di sinistra e che quindi era difficile continuare il matrimonio politico. «Il centrosinistra non esiste più solo a Roma come dice Fassina, ma non esiste più in tutto il Paese nel senso in cui lo intende lui e, alla luce anche dell’atteggiamento dell’ex maggioranza Pd, ora minoranza, si può ormai dire che probabilmente non è mai esistito», aveva affermato Enrico Zanetti, da segretario politico di Scelta Civica. «Per questa sinistra, infatti, può esistere solo il sinistra-centro e questo è d’altro canto il motivo per cui per circa vent’anni le hanno prese di santa ragione da Berlusconi che il centro-destra lo aveva fatto davvero grazie al ben diverso atteggiamento della destra dell’epoca».

La rabbia di Enrico Zanetti, la delusione degli esponenti di Scelta Civica

A supporto di Enrico Zanetti anche Mimmo Portas, leader dei Moderati, formazione non meglio identificata. «Ormai», aveva ammonito, «lo schema politico del prossimo futuro è chiaro: da una parte non più il centrodestra, ma la destra-centro; dall’altra la sinistra che non accetta un rapporto vero con il centro se non è in posizione egemone; in mezzo l’area dei moderati di vero centrodestra e vero centrosinistra che si rendono sempre più conto di avere meno elementi di distanza tra loro che non con le rispettive estreme. In tribuna a fischiare, urlare e andare nel pallone appena hanno minime responsabilità amministrative, i 5 Stelle».