Elezione dei sindaci: il Ncd si offre a Renzi. Ma il Pd non molla Sel

L’alleanza di governo alla prova delle elezioni amministrative della prossima primavera. Il problema riguarda ovviamente Pd, Ncd-Ap e i verdiniani di Ala, cioè le forze che sostengono il governo guidato da Renzi, ma tocca anche i vendoliani di Sel, alleati ovunque con il Pd ma ora tentati dal distacco convinti come sono che la “deriva centrista” del premier può schiudere praterie a sinistra davanti ai loro occhi.

Cicchitto: «È preferenziale l’intesa con Renzi»

L’opposto simmetrico di Vendola è Angelino Alfano, legato in periferia al centrodestra. La differenza tra i due è che Alfano – anche qui Milano docet – è sgradito all’alleanza egemonizzata dalla Lega. Non è casuale che il leader del Ncd parli di tutto tranne che di sindaci e di ballottaggi. Nel frattempo, nell’attesa che il tempo gli schiarisca le idee manda avanti gli altri. E così tocca a Fabrizio Cicchitto ad andare in avanscoperta lungo una linea improntata a cautela ma non per questo priva di novità: «Per le amministrative – spiega Cicchitto in una nota – va deciso caso per caso, è preferenziale una intesa a sinistra qualora ci sia la disponibilità del Pd osteggiata dalla minoranza Dem che vuol far perdere a Renzi tutte le grandi città». Se la strategia del Ncd-Ap dovesse riconoscersi nella linea tracciata da Cicchitto, si avrebbe in molte città la riproposizione dell’alleanza “romana”. Ma nel Pd non tutti vedono di buon occhio l’intesa con Alfano a costo della rottura con Sel. Lo fa capire molto bene il vice di Renzi a Largo del Nazareno, Lorenzo Guerini: «Dentro Sel – ha detto – è emersa una volontà di rottura con il Pd anche a livello locale, ma è una linea profondamente sbagliata».

Quagliariello (ex-Ncd) ad Alfano: «È l’ora della coerenza»

Di «strategia cinica e opportunista» riferita al Pd parla invece il senatore Gaetano Quagliariello, di recente uscito dal Ncd dopo esserne stato il coordinatore nazionale: «In difficoltà sulle unioni civili e sulle amministrative – argomenta il fondatore del movimento Idea – il partito di Renzi passa dai due forni ai tre fornelli. Ha fin qui usato i voti di Ncd per governare, non si imbarazza di chiedere nei comuni i consensi di Sel e della sinistra più estrema, e ora sulle unioni civili arriva ad aprire al M5S. Per chi ha sperato nella costruzione di schieramenti uniti nella scrittura delle regole comuni – ha aggiunto polemicamente nei confronti del suo ex-partito – ma divisi e alternativi su principi e programmi, questa è invece l’ora della coerenza». Gli fa eco Barbara Saltamartini, vicepresidente dei deputati della Lega: «La tornata amministrativa del prossimo giugno può rappresentare per tutto il centrodestra l’opportunità di consegnare l’avviso di sfratto a Renzi ed ad un governo del tutto inadeguato a dare risposte ai grandi problemi che attanagliano il nostro Paese».