Dux sulla neve: arresteranno il monte Giano per apologia di fascismo?

Chissà se l’onorevole Fiano e compagnia bella ora arresteranno anche la neve? Chissà se Laura Boldrini denuncerà il monte Giano per “apologia di fascismo”? Chissà se scatterà l’allarme rosso, visto che sta ancora spopolando sul web la fotografia con la scritta “DVX”. È bastata una nevicata leggera per accentuare il contrasto fra terreno e alberi, è bastato un cielo limpido e senza un fiulo di foschia «ed ecco che nonostante i 90 chilometri di distanza la scritta DUX (a essere romanamente precisi DVX) appare nitida agli occhi di chi si affaccia dal Gianicolo o da Monte Mario», come riporta in bella vista il Messaggero: fotografia (di Francesco Toiati) e notizia poi rilanciate in rete a più non posso. Fu un omaggio a Benito Mussolini datato  1939, quando  venne sagomata sul territorio del comune di Antrodoco, in provincia di Rieti, sul Monte Giano, un’abetaia di  20mila alberi su una superficie di otto ettari dagli allievi della Scuola delle Guardie Forestale di Cittaducale. Ironia della sorte la “neve fascista”  è caduta proprio mentre la ridicola proposta di legge dell’onorevole Fiano del Pd di vietare per apologia di fascismo ogni tipo di gadget mussoliniano veniva presa a sberleffi in rete dalla maggoriu parte dell’opinione pubblica, non certo fatta di soli nostalgici.

Dux, la storia dell’omaggio a Mussolini

«Nel dopoguerra, tra incuria e incendi nonché l’aggiunta, certo casuale, di altri abeti, l’imperitura scritta rischiò più volte di scomparire, poi nel 1998 la giunta regionale di centrosinistra di Badaloni stanziò 260 milioni di lire, ufficialmente per la manutenzione di quei boschi», si legge sul quotidiano romano. «Due anni dopo divampà un incendio e  le fiamme a ridosso degli abeti furono spente in extremis dagli elicotteri della Protezione civile a cui si era appellato con grande apprensione Luigi Ciaramelletti, reatino e assessore regionale alla Cultura della giunta Storace. Tra polemiche nella Capitale e ritardi si giunse così al 2004 prima che i lavori dei boscaioli sul versante del monte Giano (1.820 metri) rendessero di nuovo ben distinta la scritta, riconosciuta patrimonio artistico e monumento naturale senza uguali al mondo. Anche in nome di mai dichiarate alleanze tra Sinistra e Destra del reatino che negli anni hanno sempre difeso le tre letterone che campeggiano anche sui viaggiatori, magari pure turisti, in viaggio sulla trafficata Salaria. “La lotta al fascismo e alle sue eredità non si fa con la motosega” dichiarò del resto Roberto Giocondi, del Pd sabino». Intanto il web continua a scatenarsi ed è giù cliccatissimo l’“evento” a cui sono invitati tutti gli italiani… “Una settimana bianca con gli onorevoli Boldrini e Fiano sul Monte Giano, per curare la loro ossessione contro il Duce”. Data, il prossimo 14 febbraio alle 17.