Dopo le nomine in commissione il governo secondo Renzi: bianco, rosso e Verdini

Di fatto sono già in maggioranza. Renzi non può negarlo, come assicura Renato Brunetta. Per i verdiniani sono state liberate pre poltrone da vicepresidente di commissione: Eva Longo alle Finanze, Pietro Langella al Bilancio, Giuseppe Compagnone alla Difesa. La sinistra Pd si straccia le vesti: “Quanto sta accadendo – dice Gianni Cuperlo a Repubblica – fa riflettere. Per mesi ci è stato detto che la riforma costituzionale era altro dalla maggioranza di governo. Oggi il minimo è chiedere se siamo davanti a un cambio di natura e vocazione del Pd. Che è nato per fare le riforme e non per allearsi con Verdini”. Cuperlo si riferisce alle votazioni al Senato dove  è passata la riforma costituzionale con il voto di 18 senatori verdiniani (ma altri quattro transfughi sarebbero in arrivo, da Forza Italia, nel suo gruppo Ala). E a Renzi che nel salotto di Vespa assicura che la maggioranza non è cambiata perché il cambio si verifica su un voto di fiducia replica Brunetta: “Renzi dice che non è così? Come sempre mente sapendo di mentire. Per una semplice ragione: ha dato a tre verdiniani tre vice presidenze di Commissione a Palazzo Madama, con posti in quota maggioranza. Le vicepresidenze delle Commissioni parlamentari sono metà in quota maggioranza, metà in quota opposizione, la maggioranza ha inoltre il presidente, funziona così. I tre posti dati ai verdiniani sono tre posti in quota maggioranza, quindi i verdiniani sono entrati in maggioranza”.

Alfano ridimensiona il ruolo di Verdini

E ora quali saranno i prossimi passi? Verdini aspetta il referendum di ottobre sulla riforma costituzionale  dopo il quale si aprirà una nuova fase per il governo e allora anche per le truppe verdiniane si comincerà a parlare di poltrone. Un momento atteso anche da Angelino Alfano, per capire come schierare il Ncd. Nel frattempo però Alfano – intervistato dal Corriere – tende a ridimensionare l’apporto di Verdini: il centrodestra nel governo lo rappresentiamo noi e solo noi. E, secondo lui, questa missione  sarà ricordata dalla “storia”. Ne è proprio sicuro?