Donna strangolata a Firenze, la svolta: il cerchio si stringe su un sospettato?

Il giallo della donna americana strangolata a Firenze è ad una svolta: il cerchio intorno alle persone sospettate si stringe, sempre di più. Le indagini si starebbero indirizzando soprattutto su almeno una di esse. Fondamentali, secondo quanto si é appreso, sarebbero state le immagini delle telecamere di sicurezza. Al momento, tuttavia, non ci sarebbero ancora elementi sufficienti per provvedimenti giudiziari, perché mancherebbero alcuni fondamentali riscontri.

Giallo della donna strangolata a Firenze a una svolta: il cerchio si stringe

A pochi giorni dall’omicidio, avvenuto sabato scorso a Firenze, gli i nquirenti sarebbero vicini alla verità sulla morte violenta di Ashley Olsen: l’assassino – o l’assassina – avrà presto un volto e un nome, anche se l’ omicidio efferato quanto assurdo di una giovane donna descritta da tutti come socievole e benvoluta, non avrà mai un vero perché, anche quando si chiarirà il movente che ha indotto il killer a strangolare, sembra, con un cavo usb la trentacinquenne statunitense innamorata dell’arte e di Firenze. Intanto, però, gli elementi raccolti fin dai primi accertamenti hanno indicato uno scenario: da subito, per esempio, ha trovato riscontri l’alibi del fidanzato di Ashley, il pittore quarantaduenne Federico Fiorentini, che sabato 9 gennaio, alle 14, ha scoperto il cadavere della compagna. Non solo: la donna avrebbe incontrato il suo assassino dopo la nottata trascorsa con le amiche in un locale del centro, fra giovedì e venerdì scorsi. Restano aperte anche le altre ipotesi, perché gli indizi non sarebbero tutti univoci, ma quelli a disposizione sono comunque significativi e indirizzano i sospetti soprattutto in una direzione.

La morte di Ashley Olsen: lo scenario dell’omicidio ricostruito dagli inquirenti

E allora, oltre alle telecamere di sorveglianza del centro storico, nella ricerca del colpevole si sarebbero rivelati particolarmente utili anche i racconti di alcuni testimoni e residenti della zona. Nel cercare di ricostruire uno scenario, infatti, gli investigatori sembrano tener conto in special modo del tipo di clientela del Montecarla, il locale dove la trentacinquenne ha trascorso la sua ultima notte: negli ultimi anni il locale è stato più volte chiuso dalla questura, di solito per questioni legate alla droga. Ashley sarebbe uscita dal locale intorno all’alba di venerdì. Sarebbe stata sola, visto che le sue amiche erano andate via prima di lei. Tra loro «c’era un po’ di movimento, di tensione…, succede tra ragazze…», ha raccontato una delle cameriere del locale. Non solo: dall’autopsia è emerso che Ashley non è stata strangolata a mani nude. L’assassino potrebbe aver usato il cavo usb o una catenina trovate nel monolocale, e sul corpo della vittima – è trapelato nelle ultime ore – non ci sarebbero segni che facciano pensare a una lotta fra la donna e l’omicida. Per stabilire invece se vi sia stato un rapporto sessuale o, addirittura, una violenza, gli investigatori attendono l’esito dei tamponi. La procura ha anche disposto degli esami tossicologici per appurare se quella sera Ashley abbia fatto uso di droghe o fosse ubriaca.

Il mistero del cellulare scomparso

Tutto, insomma, sta più o meno arrivando ad avere una spiegazione. Il corpo della vittima, in seguito all’autopsia, come dicono spesso gli addetti ai lavori, ha «cominciato a parlare» e molto altro dirà in sehuito agli ulteriori accertamenti tossicologici. Le testiminianze e le telecamere hanno impresso una direzione specifica da seguire dagli inquirenti al lavoro sul caso, ma resta ancora un mistero: quello del cellulare della vittima ancoram introvabile. Con ogni probabilità, l’assassino lo ha portato via: questo potrebbe significare che fra i due c’è stato un contatto o, almeno, uno scambio di messaggi. L’appartamento è stato trovato a soqquadro, eppure fin da subito gli investigatori hanno escluso che si sia trattato di una rapina. Una rapina che, peraltro, è sembrato da subito strano abbia fruttato come bottino esclusivamente un telefonino…