Il declassamento dell’Italia nel 2012? Monti confessa: «Lo avrei potuto scrivere io»

Giornata in Tribunale per l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Si celebra a Trani il processo per la manipolazione del mercato a carico di cinque analisti e manager di Standard & Poor’s e della società di rating, imputata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Monti è citato dalla pubblica accusa perché quando era capo del governo, dopo il declassamento dell’Italia deciso dall’agenzia di rating, reagì parlando di un “attacco all’Europa”. Parole che il senatore a vita smentisce. Anche se “la motivazione della decisione del doppio declassamento di S&P del rating dell’Italia l’avrei potuta scrivere io –  sottolinea Monti –  ma non avrei certo potuto condividere il doppio declassamento” da A a BBB+ deciso da Standard &Poor’s il 13 gennaio 2012. “A me comunque – ha aggiunto – interessava portare all’attenzione dei mercati internazionali il positivo che c’era in quella decisione negativa: cioè la positività della nuova politica economica in Italia, ma questa positività non riusciva comunque a migliorare la negatività esistente, cioè il peggioramento dell’Eurozona”. “Non ho mai detto” che il doppio downgrade dell’Italia da parte di Standard & Poor’s era “un attacco all’Europa“, né ho usato “espressioni similari, e penso che non l’abbiano fatto neppure i miei collaboratori”. Monti ha così smentito la frase che avrebbe pronunciato quando era capo del governo, riportata il 14 febbraio 2012 dal giornalista del Corriere della Sera Marco Galluzzo che parlò di “un attacco all’Europa”. Monti smentì di aver pronunciato quelle parole nel corso di un’audizione resa a verbale dinanzi al pm Michele Ruggiero il 25 marzo 2014.”Nel momento in cui diversi Paesi europei – ha spiegato Monti – subiscono un downgrade, oggettivamente si verifica un pericolo per l’Europa. Io non mi sono espresso dicendo ‘attacco l’Europa’ perché sono scettico nel vedere complotti”. Monti, rispondendo alle domande del pm Michele Ruggiero, ha spiegato di aver deciso di non chiedere la rettifica al Corsera del pezzo del 14 gennaio 2012 (e non febbraio come detto in precedenza) in cui gli veniva attribuita la dichiarazione secondo cui il doppio downgrade era un ‘attacco all’Europa’.