Da FdI un “pacchetto sicurezza” per l’Italia: «Contro il buonismo di Renzi»

Un pacchetto di provvedimenti per la sicurezza, per rispondere in maniera «seria, puntigliosa, organica» alle esigenze degli italiani ignorate dal governo. A presentarlo sono stati gli esponenti di Fratelli d’Italia, che alla Camera hanno predisposto una corposa proposta di legge che va dai temi della certezza della pena a quelli dell’incremento delle forze dell’ordine, fino a quelli dell’immigrazione, che tanto impatto hanno sulla criminalità in Italia.

«Senza sicurezza non c’è libertà»

«La sicurezza è la precondizione per la libertà e lo strumento per difendere i più deboli», ha sottolineato la presidente del partito, Giorgia Meloni, esponendo un concetto ripreso da tutti i partecipanti alla conferenza stampa in cui sono state illustrate le misure: Edmondo Cirielli, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, Giulio Terzi di Sant’Agata e Walter Rizzetto, ex M5s ora nel movimento “Terra Nostra con Giorgia Meloni”. Ognuno ha contribuito per le sue competenze alla stesura del “pacchetto sicurezza”, un lavoro coordinato da Cirielli, che è stato anche estensore materiale della gran parte dei provvedimenti della proposta di legge, di cui non a caso è primo firmatario. «Dobbiamo ridare sicurezza alla nostra nazione», ha ribadito il deputato, sottolineando che questo percorso non può che partire dal binomio “certezza della pena – incremento delle forze dell’ordine”, che invece è stato totalmente misconosciuto dagli ultimi governi e dal governo Renzi in particolare. «Il nostro – ha quindi aggiunto Rampelli – è un appello al governo, affinché la finisca con la propaganda e metta invece in campo misure operative per rispondere alla domanda crescente di sicurezza che arriva dai cittadini».

Certezza della pena: FdI «contro il lassismo di uno Stato buonista»

«È necessario contrastare il lassismo buonista di uno Stato che fa norme più favorevoli ai carnefici che alle vittime», ha spiegato Meloni, illustrando le misure sulla certezza della pena. Dall’abolizione degli sconti automatici a un giro di vite sui recidivi, fino alla reintroduzione dell’arresto per alcuni reati, la proposta di legge di FdI punta a garantire un principio tanto basilare quanto disatteso: che chi delinque poi sconti davvero la pena. Per farlo i deputati della destra sono pronti anche a presentare una modifica all’articolo 27 della Costituzione, perché, ha spiegato Cirielli, «diventi più esplicita la natura anche punitiva, e non solo riabilitativa, della pena». La misura «più rivoluzionaria» contenuta in questa parte del “pacchetto sicurezza” è, però, per Giorgia Meloni, quella in cui si prevedono risarcimenti da parte dello Stato alle vittime di reati commessi da chi «non doveva trovarsi libero di agire sul suolo italiano» ovvero «persone che hanno beneficiato dello svuota-carceri o immigrati clandestini».

Controllare i confini: sospendere Schengen non sia un tabù

Nell’introduzione al testo di legge, i deputati di FdI ricordano i dati sulla criminalità da cui risulta che «nell’ultimo anno, tra i denunciati a piede libero gli stranieri sono stati il 54,2% (8.627 persone), tra gli arrestati il 62% (4.112, +31,4% solo nell’ultimo anno, tra i detenuti il 42,3% (1.493)». Anche in questo campo, FdI punta il dito contro il lassismo del governo e si scaglia contro l’ipotesi di abolizione del reato di immigrazione clandestina. Una assurdità, è stato sottolineato, rilanciando invece con la richiesta di applicare quella che la Meloni chiama «la clausola della nazione più esposta»: adottare in Italia la normativa più restrittiva adottata all’interno dell’Ue, «che prevede – ha ricordato la presidente di FdI – la pena detentiva». Non solo: Rizzetto ha anche presentato una interrogazione al governo in cui chiede cosa intenda fare di fronte all’annunciata sospensione di Schengen da parte dell’Austria e della Slovenia, visto che i flussi che non passeranno da lì si riverseranno necessariamente in Italia. «Già due volte l’Italia ha sospeso Schengen, per il G8 di Genova del 2001 e per quello dell’Aquila del 2009», ha ricordato il deputato, sottolineando che la libera circolazione «non è un totem» e che, anzi, si può sospendere in situazioni di necessità, come quella attuale è.

Immigrati e nomadi: le richieste della destra

Fra le misure proposte da FdI nella legge vi sono, poi, la revoca della cittadinanza o dello status di rifugiato a chi delinque, la possibilità di accogliere solo chi non si sia macchiato di reati in patria, la richiesta di impegnarsi a riconoscere e rispettare la nostra Costituzione, pena l’espulsione. Viene poi ripresa e rilanciata la “vecchia” richiesta dell’istituzione di un registro pubblico delle moschee e degli imam, oltre che dell’obbligo di usare l’italiano durante le funzioni religiose. Ma il testo di legge dedica un capitolo anche ai nomadi. FdI chiede l’abolizione dei campi autorizzati e la creazione, per i veri nomadi, di piazzole di sosta temporanee con utenze a pagamento. Chi, invece, è stanziale va considerato un cittadino povero, «e allora – ha esortato Meloni – si metta in fila come tutti gli altri per una casa popolare».

Più agenti e stipendi più adeguati

Infine, il testo si sofferma su un altro tasto dolente della sicurezza in Italia: il ruolo delle forze dell’ordine. FdI denuncia come negli anni gli organici e gli stipendi siano stati progressivamente depauperati per un mero calcolo di bilancio e chiede dunque una iniezione di soldi e uomini: l’assunzione di 20mila nuovi agenti e l’adeguamento delle retribuzioni ormai ferme da sette, otto anni. «Ormai – ha denunciato Meloni – un poliziotto al primo incarico costa allo Stato più o meno come un immigrato clandestino: 1200 euro il primo, 1100 il secondo».