Comunali, rissa a sinistra. Sfumano le alleanze tra Pd e Sel nelle grandi città

Con le elezioni comunali alle porte il Pd è di nuovo alle prese con il rebus delle alleanze. Le cose, su quel versante, sono meno facili rispetto al centrodestra, dove tutti sono ormai convinti che l’unione fa la forza. La stessa certezza non alberga a sinistra, basta leggere cosa ha detto Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, intervistato dal Corriere della sera. Da Milano a Torino, da Bologna a Roma, avverte Fratoianni, sarà difficile stringere un’alleanza con il Pd che fa “leggi di destra con la destra”. E se il Pd fa appello ai “compagni” di Sel si tratta solo di “appelli ipocriti”. Parole che fanno arrabbiare il Pd. Il primo a criticare è il deputato Dario Ginefra, che evoca il parlamentare di Rifondazione Turigliatto, famoso per il suo voto contrario al governo Prodi: “Sarei curioso di sapere se questa posizione è condivisa da quei colleghi eletti o nominati (senza primarie) dal Pd e poi passati al gruppo di Si-Sel”.

Il leader della minoranza del, Roberto Speranza, cerca di gettare acqua sul fuoco: “Non bisogna rassegnarsi al muro contro muro che può solo favorire destra e M5S”. E invita i vertici del Pd “a fare tutto il possibile per trovare un accordo” con Sinistra Italiana in vista delle amministrative di giugno. Il clima non è però dei migliori, visto che Paolo Cento, segretario romano di Sel, a proposito della candidatura di Stefano Fassina a Roma, chiarisce che “la nostra proposta è alternativa al Pd renziano”.

Tenta di frenare lo sfilacciamento evidente a tutti il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: “Il Pd, in vista delle amministrative – afferma –  lavora perché si ricreino le condizioni per ripetere esperienze di governo dove si è governato con il centrosinistra. Chi rompe per ragioni legate a motivi nazionali sbaglia ed è irresponsabile”. “Chi condivide i valori del centrosinistra – conclude – si candidi alle primarie. Corse in solitaria sono velleitarie”.