Colonia, l’ordine del terrore impartito via web: «Molestate la donna bianca»

Dietro alla notte di violenze di Colonia non vi sarebbe stato alcun piano preordinato. A sostenerlo è il direttore generale dell’anticrimine del Land del Nord Reno-Westfalia nel rapporto presentato in audizione al Parlamento regionale di Duesseldorf.

«Molesta la donna bianca, usala come vuoi»

Gli attacchi alle donne, ha sostenuto il funzionario, non sono stati «organizzati o guidati». Si tratta di una lettura in contrasto con quanto riferito nelle scorse ore dai media tedeschi, senza che alcuna autorità smentisse, ovvero che, invece, le aggressioni sarebbero state parte di un preciso piano islamista, eseguite a seguito di un ordine impartito via web. Una ipotesi più allarmante di molte altre fatte circolare in queste ore, da quella secondo cui le molestie sarebbero servite “solo” come copertura per i furti a quella secondo cui sarebbero state sobillate da fantomatici estremisti di destra. «Molesta e aggredisci la donna bianca, usala come vuoi», è l’ordine incriminato riportato da Repubblica e corredato anche dal riferimento temporale: «A Capodanno attuate il Taharrush gamea ovunque in Europa, assaltate le loro donne, fate vedere chi siamo».

Su Colonia aperte tutte le possibilità

Dunque, sarebbe stato a questi messaggi, diffusi via web, sms e email in inglese e arabo, che si riferiva il ministro della Giustizia Heiko Maas quando, qualche giorno fa, ha parlato di «azione coordinata e organizzata». Interpellate dalla stessa Repubblica, le autorità tedesche hanno continuato a non smentire la possibilità di un’azione teleguidata. «Indaghiamo su tutte le piste, senza escludere nulla», hanno spiegato funzionari del ministero dell’Interno e del Bka, la polizia federale tedesca, precisando però di ritenere «improbabile» una trappola di neonazisti ai danni degli immigrati.

I segnali – misconosciuti – delle primavere arabe

La pratica di molestare e usare violenza contro le donne per mostrare il predominio dei maschi, il Taharrush gamea, del resto non è del tutto sconosciuta al mondo occidentale, benché mai finora fosse balzata in modo tanto violento ai nostri occhi. Esempi se ne erano già avuti durante le primavere arabe, dalle aggressioni alle donne musulmane che manifestavano in piazza Tahrir, allo stupro della cronista americana avvenuto nello stesso luogo simbolo e di cui diede notizia – era il 2011 – Lucia Annunziata con un articolo su La Stampa, che è tornato a circolare sul web in queste ore.