Clandestini, Kyenge furibonda: “Un giorno avremo la maggioranza”

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C’aveva fatto la bocca, l’ex ministro Cecil Kyenge, al decreto di abolizione del reato di immigrazione clandestina. E, come lei, c’avevano fatto la bocca, oltre naturalmente ai clandestini, anche  tutti i militanti del buonismo ideologico capitanati dalla presidente della Camera Laura Boldrini. La Kyenge e tutti i sostenitori della politica delle “porte aperte” non avevano però  fatto i conti con la spregiudicatezza di Renzi,  dei suoi fidi collaboratori e dei suoi spin doctor, Giocarsi la già calante  popolarità del governo per i clandestini?  Ma siamo matti?

Ecco allora che il dietrofront di Renzi, all’indomani dei fattacci di Colonia, è piovuto come  una vera e proprio doccia gelata  sugli ardori  ideologici di Kyenge & Company. “La logica vorrebbe la scelta della depenalizzazione”, ha detto Renzi per giustificare la sua marcia indietro, aggiungendo che “nella componente sicurezza l’elemento psicologico è molto importante”.

La Kyenge non s’è però rassegnata. E ha cominciato a esternare il suo disappunto. “Sappiamo – ha tuonato in una intervista rilascita al quotidiano on line Affaritaliani.it- che questo governo non è del Pd ma ha diverse forze al suo interno che devono trovare un accordo. Spero che comunque un giorno avremo la maggioranza sufficiente per intervenire su norme come queste”. La minaccia è chiara. Alla domanda “non è che Renzi teme di perdere voti?” la Kyenge ha risposto acida: “Non commento mai le parole degli altri”. E poi, contro ogni buon senso, ha rivendicato il “coraggio che abbiamo avuto a portare avanti Mare Nostrum”. Neanche la potente ondata di opinione pubblica che s’è formata in questi giorni contro l’immigrazione ha fermato la “pasionaria” dei clandestini, Sulla questione incandescente delle violenze di Colonia l’ha buttata, come si suol dire, in caciara . La parola “migranti” è improvvisamente sparita dal dizionario della Kyenge. Insomma, la paladina dei clandestini continua nella sua “crociata” ideologica. I suoi fan politicamente corretti continueranno ad applaudirla. Ma per Renzi è un problema in più.