La Cina fa tremare le Borse. Milano “maglia nera” in Europa (-2,67)

Le “perturbazioni” asiatiche fanno traballare le Borse europee. A rimetterci più di tutte, Piazza Affari che cede il 2,67 per cento vedendo svanire il recupero del giorno prima quando Milano aveva registrato il miglior incremento di titoli. Ma nulla possono le Borse europee contro i fattori destabilizzanti che provengono dall’oriente estremo e medio. A pesare negativamente sulla negativa performance delle piazze finanziarie del Vecchio Continente è innanzitutto la svalutazione della yuan, disposta a sorpresa dalla banca centrale cinese, seguita dalla sempre più preoccupante situazione geo-politica del Medio Oriente in cui spicca la crisi tra Arabia e Iran. Come se non bastasse, a rendere decisamente allarmante la situazione per gli investitori sono arrivati anche gli esperimenti nucleari della Corea del Nord.

Pesano la svalutazione dello yuan e la crisi tra Arabia e Iran

Non è un caso che a soffrire siano stati i settori più esposti verso l’economia cinese: dalle auto con Fca (-4,66 per cento), Peugeot (-4,07), Daimler e Bmw (-3 entrambe) alle materie prime, con Bhp Billiton (-5,51 per cento) e ArcelorMittal (-5). Con i futures Usa in calo, oltre a Milano, hanno ceduto anche Parigi e Francoforte, rispettivamente l’1,77 e l’1,7 per cento. La banca centrale cinese ha fissato lo yuan  a 6,5314 rispetto al dollaro (-0,22 per cento), il livello più basso dall’aprile 2011. La mossa dell’istituto centrale, che segue quella di agosto, avviene dopo che nei giorni scorsi le autorità erano intervenute sul mercato per provare a fermare la volatilità. Dopo la decisione odierna è sceso anche lo yuan offshore quotato a Hong Kong a 6,6964.

Male tutte le Borse: si salva solo Shanghai

Ma non è solo l’Europa a soffrire per le turbolenze orientali. Il segno meno campeggiava a metà seduta anche a Wall Street. Tutte giù le Borse dell’Estremo Est con la Borsa di Tokyo che cedeva quasi un punto (-0,99 per cento), Taiwan l’1,05, Seul (-0,26) ed Hong Kong (-0,8). Male anche Sidney, in Australia (-1,18 per cento). Alla fine il segno più è stato registrato solo nelle Borse di Shanghai (2 per cento) e di Shenzhen (2,59), entrambe sostenute dagli acquisti pubblici.