Charlie Hebdo, la vedova dell’agente denuncia: “Trascurate le minacce”

Non è la ennesima vignetta satirica giudicata blasfema a far tornare in primo piano la rivista francese Charlie Hebdo, ad un anno dalla strage. A far notizia è anche la moglie di Franck Brinsolaro, il poliziotto adibito alla protezione del direttore del periodico, Charb. La donna ha deciso di presentare una denuncia contro ignoti per “omicidio colposo aggravato”. Lo scrivono i quotidiani regionali L’Eveil Normand e Normandie-actu. Ingrid Brinsolaro, è attualmente direttore della prima delle due testate. Brinsolaro era da due anni addetto alla protezione di Stephane Charbonnier, che si firmava Charb su Charlie Hebdo nel mirino dei terroristi. Entrambi sono stati assassinati il 7 gennaio – insieme con altre 10 persone – dai fratelli Kouachi durante la riunione di redazione. La moglie dell’agente afferma ora di voler capire perché il marito “non ha avuto i mezzi per difendersi e per difendere le persone che doveva proteggere”. Il suo avvocato ha presentato il 4 gennaio la denuncia al procuratore della Repubblica. Vi si ravvisano, fra l’altro, “due fatti inquietanti” che attestano “mancanze da parte della direzione della sicurezza interna” francese: il mancato rafforzamento del dispositivo di protezione di Charbonnier dopo la pubblicazione di minacce contro la sua persona e la mancata trasmissione alle autorità competenti di un rapporto che attestava minacce contro il giornale nell’ottobre 2014. Immediata la reazione del governo.

Charlie Hebdo, la reazione del governo

Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha difeso – ai microfoni di RTL – l’azione dello stato francese contro la minaccia terroristica dopo la notizia della denuncia da parte della vedova del poliziotto. A un anno dall’attentato a Charlie Hebdo, Cazeneuve ha detto che una commissione d’inchiesta sugli attentati di novembre a Parigi e Saint-Denis, come chiesto dal deputato dell’opposizione di destra, Bruno Le Maire, farebbe emergere “la più grande determinazione” del governo contro il terrorismo. “Siamo di fronte a una crisi eccezionale – ha detto il ministro – e di fronte a una minaccia che resta a livello molto elevato”. C Cazeneuve ha precisato che dal 2013 sono state “smantellate 18 filiere di reclutamento situate su tutto il territorio nazionale”, sono stati “arrestati 11 gruppi di individui che si apprestavano a commettere attentati e, dalla scorsa primavera, sono stati sventati sei attentati”.