Cantone: «Sono di destra, da liceale andavo ai comizi di Fini»

Raffaele Cantone, numero uno dell’Autorità anticorruzione e simbolo del rinnovamento renziano, era un simpatizzante del Fronte della Gioventù e in passato ha votato il Movimento sociale italiano. A rivelarlo, in un’intervista al quotidiano Il Foglio, lo stesso magistrato napoletano. «Ovviamente lei è un elettore del centrosinistra..» ha premesso Salvatore Merlo nella sua intervista. «Veramente ho votato anche altro – ha risposto il magistrato – Questo non dovrei dirglielo, ma una volta da ragazzino a Napoli feci “filone” a scuola…. E andai con gli amici a sentire un comizio di Gianfranco Fini che era allora il capo del Fronte della gioventù».

Cantone e il ricordo del comizio del Fronte della Gioventù

«Poi Alleanza nazionale?» l’ha incalzato l’intervistatore. Movimento sociale – ha precisato il presidente dell’Anac – La mia collocazione è la destra». A proposito dell’accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi, Cantone non fa un riferimento esplicito, ma non nega che si siano registrati eccessi. «Con tutti i suoi difetti la magistratura è un fondamentale presidio di legalità», senza dimenticare che in alcuni casi »ha esorbitato, ci sono stati esempi di protagonismo esasperato. Ma l’umanità, si sa, è un legno storto».

Cantone prende le distanze da Renzi

In più di un’intervista, Cantone ha preso le distanze dal governo e dal centrosinistra. L’Anac «non si occupa né si occuperà di banche» ma farà da arbitro, garantendo «correttezza» e «terzietà» ai privati. Non sarà nemmeno «né un parafulmine» per il Governo «né una foglia di fico». Così il presidente dell’Autorità anticorruzione subito dopo che Renzi gli aveva affidato l’arbitrato sui bond delle quattro banche salvate, in un’intervista sul Corriere della Sera. Cantone aveva sottolineato che il suo ruolo non sarebbe stato quello di fare «valutazioni su vicende delle quali si sta occupando l’autorità giudiziaria» né tantomeno di essere un «tuttologo». Ora l’intervista al Foglio che prende ulteriormente le distanze dal governo e da Renzi.