Burkina Faso, rapiti due australiani. Stanno bene gli italiani coinvolti

Non si ferma l’attacco jihadista in Burkina Faso, l’ex colonia francese Alto Volta, nazione poverissima in cui gli islamici sono circa la metà della popolazione. «La situazione è complessivamente sotto controllo. Ma è possibile che siano ancora infiltrati da qualche parte». Lo ha detto il premier Paul Kaba Thiéba al termine del Consiglio dei ministri convocato d’urgenza. Il premier ha inoltre annunciato che saranno presto decretati tre giorni di lutto nazionale e ha condannato con forza gli atti terroristici. Quanto al bilancio dell’attacco il premier ha detto che è di 26 morti e 56 feriti, ma, ha aggiunto, è ancora provvisorio. Ma l’emergenza non  finita: due cittadini australiani sono stati rapiti nel nord del Burkina Faso. Lo riferisce il ministro per Sicurezza citato dai media. I due, un medico e sua moglie residenti nel Paese africano dal 1972, sono stati rapiti da estremisti, hanno precisato le autorità locali. Ed è arrivata anche la rivendicazione dei terroristi islamici: l’attacco è una «vendetta contro la Francia e i miscredenti occidentali»: lo afferma il ramo nordafricano di al Qaeda. A Ouagadougou c’è la base delle forze speciali francesi attive nell’operazione Barkhane, lanciata da Parigi per contrastare il terrorismo in tutta la regione del Sahel. L’assalto, prosegue l’Aqmi (Al-Qaeda au Maghreb islamiche), la sezione africana di Al Qaeda, «è stato compiuto dai combattenti del battaglione Morabitoun», guidato da Mokhtar Belmokhtar, in prima fila nel conflitto in Mali.

Burkina Faso, è una vendetta contro i francesi nel Paese

Notizie contrastanti arrivano dal Burkina Faso dopo l’attacco terroristico di venerdì notte. L’ambasciatore francese a Ouagadougou, Gilles Thibalt, ha riferito che non c’erano donne tra i tre assalitori uccisi nell’hotel Splendid, contraddicendo quanto annunciato dal presidente Christian Kaboré che aveva parlato di due donne nel commando. Secondo il diplomatico inoltre, il bilancio dei morti sarebbe salito a 27, ma la loro nazionalità è ancora sconosciuta. Sarebbero di 18 nazionalità diverse infine le circa 150 persone evacuate, aggiunge l’ambasciatore. Il Quai d’Orsay, citato da France Info, parla di una francese ferita. Intanto si è appreso che sta bene un gruppo di italiani del movimento Shalom di San Miniato (Pisa) che al momento degli attacchi si trovava in Burkina Faso. Don Andrea Cristiani, raggiunto al telefono, ha raccontato che con sei volontari sarebbe dovuto rientrare venerdì sera in Toscana con un volo Air France, ma che durante il trasferimento verso l’aeroporto sono stati riaccompagnati nella casa che il movimento ha nel Paese africano dopo aver appreso dei due attentati. «Non abbiamo avuto paura, c’è stata preoccupazione, ma noi siamo ultraprotetti», dice don Andrea. Intanto la Farnesina raccomanda ai connazionali presenti nella capitale del Burkina Faso di «evitare ogni spostamento e rimanere nelle proprie abitazioni».