Il bullo Renzi a Berlino. La stampa tedesca lo accusa di “teppismo”

Incontro non facile. A due anni dal primo faccia a faccia tra Matteo Renzi e Angela Merkel, sotto le forche caudine dell’allarme immigrati, il premier è volato a Berlino per incontrare la Cancelliera. Farà la voce grossa? Manterrà il tono da vendicatore dell’Italia come ha fatto (in modo un po’ goffo e tardivo) con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker? Per la stampa tedesca il premier è spinto da smania di potere. «Matteo Renzi pone una sorta di questione di potere adesso, non vuol più accettare che l’Italia sia, come lui presume, esclusa dalla leadership», scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung, che parla di «pretesa di Roma».

La Faz contro Renzi

«Sulla base delle riforme, pretende un posto all’head table della Ue. E anche se forse Renzi dipinge quello che ha fatto in modo più brillante di quel che è, è riuscito tuttavia a realizzare ciò che i suoi predecessori non si sarebbero neppure sognati di fare». Il giudizio del quotidiano tedesco pero non è troppo lusinghiero: nell’articolo gli attacchi del premier italiano vengono definiti come teppistici (halbstark). «Renzi vede Merkel un po’ in difficoltà e provoca una lite, sfruttando il presunto momento favorevole». Anche a Francoforte si sono accorti che Renzi è un po’ bullo.

Berlino rispetti l’Italia

Più positivo il giudizio della Sueddeutsche Zeitung che “invita” il governo tedesco a non sottovalutare Renzi. «L’amico contrariato Matteo Renzi può aspettarsi più rispetto da tutti: innanzitutto da Berlino» è il titolo dell’articolo alla vigilia della visita berlinese del premier italiano. Renzi, che «brontola contro Bruxelles, ma ha in mente Berlino», va preso sul serio e coinvolto. «Potrebbe essere un leader che ha futuro. È giovane, ha appena 41 anni. Dimostra di poter fare le riforme. Qualche volta è un po’ impertinente, un po’ presuntuoso perfino nella suo furore…». Ma in Italia in pochi la pensano così. Solo le elezioni dimostreranno se l’ex rottamatore può essere un leader che ha futuro. Finora è un leader senza il consenso popolare.