Borsa, tremano le banche. Speculatori scatenati sulla banca “rossa” Mps

In un giorno nero per le piazze europee e mondiali, a causa del crollo del prezzo del petrolio, un finale pesante si registra anche a Milano, con perdite in Borsa del 2,65% che portano l’indice Ftse Mib a 18.686 punti in chiusura. Sono le banche a chiudere in picchiata a Piazza Affari, a partire da Mps: l’istituto toscano, storica roccaforte finanziaria della sinistra italiana, ha ceduto il 14,8% portandosi a 0,76 euro. Bper è andata giù dell’8,7% a 5,64 euro, seguita da Ubi (-7,3% a 4,9), Banco Popolare (-6,7% a 19,4) e Bpm (-5,5% a 0,81), mentre sono andate male anche Unicredit (-5,4% a 4,16) e Intesa Sanpaolo (-5% a 2,66). Ma è sul titolo Mps che si concentrano le attenzioni della Consob: «Ci sono mani italiane ed estere. A fine giornata vedremo chi ha venduto»,  ha detto il presidente Giuseppe Vegas a margine della presentazione del rapporto sulla corporate governance. «Stiamo facendo un monitoraggio su Mps e sulle altre banche perchè ci sono stati dei problemi», ha precisato Vegas. E sul titolo del Monte dei Paschi, in particolare, “visto che le perdite hanno superato la soglia del 10% – ha aggiunto – abbiamo ritenuto di mettere uno stop alle vendite allo scoperto”. Il presidente della Consob ha quindi spiegato che il blocco è stato fatto per un solo giorno perchè questa è la regolamentazione europea, “non possiamo fare diversamente”. «Sul titolo – ha sottolineato – ci sono mani straniere e mani italiane, come sempre accade, stiamo indagando, vedremo a fine a giornata che effettivamente ha venduto».

Le accuse dei risparmiatori a Bankitalia

Un ironico «ringraziamento» alle authority di vigilanza (Consob, Bce e Bankitalia), alla Commissione Europea, ai grandi azionisti e agli speculatori internazionali, «considerati corresponsabili del “crollo senza freni” in Borsa di Mps», viene rivolto dai piccoli azionisti di Mps, riuniti nell’associazione Azione Mps. «Qualcuno – scrivono in una nota – ha fatto grassi profitti con la speculazione al ribasso, qualcuno, forse, intende farne acquistando a prezzi da saldo. I piccoli azionisti sono ancora una volta quelli che ne pagano le conseguenze». Accuse a Consob, “spettatrice inerte di una speculazione selvaggia e senza controllo”, per proseguire con “la Banca d’Italia, evidentemente disinteressata al destino del terzo gruppo bancario italiano”, e con “la Bce, che con le sue improprie raccomandazioni sulla ricerca di partnership ha di fatto avviato la svendita della Banca, certificandone al contempo il risanamento”.